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	<title>La Bonafficiata &#187; crisi</title>
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	<description>Portare le persone nel cuore delle aziende</description>
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		<title>Sindaco Marino, fatti aggiustare la città da noi che la usiamo</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Oct 2013 07:30:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano stravato</dc:creator>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[comunità urbana]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
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		<description><![CDATA[Non siamo l&#8217;unico caso di utenti che conoscono il prodotto meglio dell&#8217;azienda che lo produce. Ma in questo caso tra noi ci sono molti, ma molto più esperti, appassionati e volenterosi fuori che dentro l&#8217;aziende (piene, tranne alcune rare eccezioni,  di inetti, menefreghisti e irresponsabili). Sindaco, ci lasci aggiustare questa città. Oggi sono arrivato in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non siamo l&#8217;unico caso di utenti che conoscono il prodotto meglio<br />
dell&#8217;azienda che lo produce. Ma in questo caso tra noi ci sono molti,<br />
ma molto più esperti, appassionati e volenterosi fuori che dentro l&#8217;aziende (piene, tranne alcune rare eccezioni,  di inetti, menefreghisti e irresponsabili).</p>
<p>Sindaco,<br />
ci lasci aggiustare questa città.</p>
<p>Oggi sono arrivato in ufficio con 45 minuti di ritardo. E sono<br />
impresentabile per quanto ho sudato.<br />
Ho scritto questo post nella tratta Cavour Garbatella<br />
della metro B. Di solito salgo a Termini dopo aver fatto il cambio con<br />
la metro A, che prendo al Quadraro.</p>
<p>Sindaco,<br />
sei circondato da incapaci. Siamo più bravi noi. Noi che poi<br />
valutiamo – un giorno sì e l&#8217;altro pure – se andare a lavorare a Londra,<br />
Berlino o Copenaghen.</p>
<p>Oggi un suo dipendente inetto ha pensato bene di annunciare solo a<br />
Vittorio Emanuele che la fermata di Termini della Metro A era chiusa.<br />
<a href="http://www.bonafficiata.it/wp-content/uploads/2013/10/foto.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-921" title="Folla di persone che da Termini si spostano a piazza delle Repubblica" src="http://www.bonafficiata.it/wp-content/uploads/2013/10/foto-300x224.jpg" alt="Piazza della Repubblica, panico!" width="300" height="224" /></a></p>
<p><span id="more-919"></span>Alle volte noi viaggiatori pendolari siamo tempestati di annunci<br />
inutili e di impossibili brani musicali emessi dagli altoparlanti. Questa mattina nessuno a pensato di avvisare per tempo.<br />
Nel mio caso, sarei sceso a San Giovanni e avrei preso con calma il<br />
714.<br />
Invece no. Sono stato su un treno che proseguiva con lentezza<br />
esasperante sulla linea probabilmente rallentata proprio a causa<br />
della sorpresina riservata a tutti i viaggiatori diretti a Termini.<br />
Sorpresa svelata solo una volta giunti alla fermata di Vittorio Emanuele. E cioè troppo tardi per pensare a un&#8217;alternativa intelligente.</p>
<p>Sono sceso a piazza della Repubblica. Ho visto camionette della<br />
polizia e ho visto una quantità incredibile di gente arrivare da<br />
Termini. Ho provato grande solidarietà per le persone che tentavano di<br />
risalire il flusso che si inabissava a Repubblica. Erano persone<br />
in ansia e difficoltà fisica evidenti. Avevano grandi valigioni e<br />
probabilmente stavano perdendo il loro treno.<br />
Sindaco,<br />
lei e i dirigenti degli enti che dal comune dipendono, avete noi persone<br />
comuni, cittadini, professionisti e turisti sulla vostra coscienza e<br />
dovete vergognarvi per la mattinata di disagio che ci avete procurato.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">Ovviamente a disagio si aggiunge disagio. Avevo deciso di andare a</span><br />
<span style="color: #808080;"> prendere la metro B alla fermata di Cavour. Quando ho visto il 714 che</span><br />
<span style="color: #808080;"> scendeva per via Cavour ho allungato il passo e ho fatto una corsa</span><br />
<span style="color: #808080;"> come ai bei tempi. Col computer, l&#8217;impermeabile e tutto il resto. Giro il</span><br />
<span style="color: #808080;"> collo passando tra le macchine e controllo che il 714 non mi superi.</span><br />
<span style="color: #808080;"> Scende piano. Attraverso col rosso, il 714 arriva al semaforo e si</span><br />
<span style="color: #808080;"> ferma. Corro per il piazzale di Santa Maria Maggiore per arrivare alla</span><br />
<span style="color: #808080;"> fermata. Giro l&#8217;angolo e il 714 scompare alla mia vista. Passa un</span><br />
<span style="color: #808080;"> minuto, passano due minuti. Ne passano tre. Mi allontano</span><br />
<span style="color: #808080;"> dalla fermata per torntare indietro e cercare il bus.  Il 714 è fermo al</span><br />
<span style="color: #808080;"> semaforo. Vedo solo la parte superiore. Aspetto altri 30 secondi. Mi</span><br />
<span style="color: #808080;"> pare il semaforo sia verde. Altre auto passano. Nel frattempo il</span><br />
<span style="color: #808080;"> sudore si asciuga addosso grazie a un delizioso venticello umido.</span><br />
<span style="color: #808080;"> C&#8217;è una fontanella. Ne approfitto per rinfrescare le mani e bere un</span><br />
<span style="color: #808080;"> sorso. Mi sporgo ancora, scendendo di altri 10 passi. Il 714 è fermo</span><br />
<span style="color: #808080;"> per un guasto, ha messo le quattro frecce. </span></p>
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		<title>Notizie e carrozze. Il futuro del giornalismo italiano, dopo un tweet</title>
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		<pubDate>Thu, 02 May 2013 16:22:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano stravato</dc:creator>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho letto un tweet relativo a un nuovo incarico di un tale presso una prestigiosa rivista italiana. 140 caratteri che uniscono auguri personali a una notizia utile per chi come me se l&#8217;era persa. Ottimo. Immagazzino la notizia e vado avanti. Qualcosa non torna. Ci ripenso. Formalmente il tweet è sbagliato. La rivista è italiana, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto un tweet relativo a un nuovo incarico di un tale presso una prestigiosa rivista italiana. 140 caratteri che uniscono auguri personali a una notizia utile per chi come me se l&#8217;era persa. Ottimo. Immagazzino la notizia e vado avanti. Qualcosa non torna.<br />
Ci ripenso. Formalmente il tweet è sbagliato. La rivista è italiana, ma anche globale. Ha un profilo twitter globale e poi quelli locali. Chi ha scritto gli auguri ha usato l&#8217;italiano e menzionato il profilo globale. L&#8217;errore secondo me sta qui. Poca roba, davvero. Però è stato commesso da un giornalista che ha un ruolo importante.</p>
<p>Questo piccolo incidente mi ha fatto tornare su una riflessione che vorrei qui condividere. Il problema è una generazione di giornalisti non nativi digitali che ha  troppe difficoltà con questa &#8220;novità&#8221; dell&#8217;informazione digitale.</p>
<p>Il tema non sono i giornali, di carta o digitali, ma l&#8217;informazione. Faccio un parallelo con la mobilità. Quante società ferrotranviarie hanno saputo interpretare il nuovo paradigma della mobilità investendo nell&#8217;automobile? Quanti ingegneri della Ford o della Fiat, all&#8217;inizio del secolo scorso, venivano dal mondo del trasporto su rotaia?</p>
<p>La domanda cruciale è capire chi ci fornirà le notizie in futuro. Io credo che per il lettore la fonte perderà importanza. Auto o treno, bici o tram, l&#8217;importante è arrivare a destinazione. Testata storica o aggregatore di news, dove andrò a cercare con fiducia le notizie domani? Quali testate sapranno rinnovarsi, reinventarsi e quante soluzioni invece arriveranno da formule completamente nuove? In questo scenario non abbiamo locomotive, carrozze e automobili, ma persone che hanno scelto, come mestiere, quello di informarci. Il parallelo diventa complicato.</p>
<p>Io, nel frattempo, ho scoperto che vado sempre meno sulle &#8220;testate&#8221; e sempre più sugli aggregatori. E voi (soprattutto voi che tornate da Perugia)? </p>
<p>Aggiunta del 7 maggio. Muore Andreotti. Ecco i Tag usati da un noto quotidiano nazionale: morte giulio andreotti,  morte andreotti,  giulio andreotti dies,  giulio andreotti dead,  Giulio Andreotti death,  giulio andreotti. Anche qui, tag in inglese per un articolo in italiano.</p>
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		<title>La crisi, l&#8217;innovazione e il commercio tasca a tasca! (via @umbex)</title>
		<link>https://www.bonafficiata.it/2013/03/la-crisi-linnovazione-e-il-commercio-tasca-a-tasca-via-umbex/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Mar 2013 15:31:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano stravato</dc:creator>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno di quegli articoli  freschi e sintetici che fotografano un passaggio importante e che consiglieresti di leggere ad un amico. H-Farm di Roncade, la manifattura hi-tech «Il mondo si sta trasformando grazie agli oggetti che ormai abbiamo, tutti, in tasca. Compreso il commercio: negli anni Ottanta andavi dal casoin (il negozio di alimentari, ndr) che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno di quegli articoli  freschi e sintetici che fotografano un passaggio importante e che consiglieresti di leggere ad un amico.<br />
<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2013-03-19/hfarm-roncade-manifattura-hitech-090215.shtml" target="_blank">H-Farm di Roncade, la manifattura hi-tech</a></p>
<p>«Il mondo si sta trasformando grazie agli oggetti che ormai abbiamo, tutti, in tasca. Compreso il commercio: negli anni Ottanta andavi dal casoin (il negozio di alimentari, ndr) che ti conosceva, sapeva i tuoi gusti, ti suggeriva il prodotto nuovo da assaggiare. Poi è arrivata la grande distribuzione, si è allargata l&#8217;offerta, ma la qualità dell&#8217;esperienza utente è crollata, è diventata impersonale. Internet e smartphone possono farla ritrovare, perché le nuove tecnologie ti riconoscono, ti seguono. Questo significa cambiare l&#8217;intera dimensione del commercio, il ruolo dei negozi e di chi ci lavora, la filiera delle consegne a domicilio, e non è un caso se Google ha appena investito in BufferBox, una compagnia nata per facilitare le consegne».</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><a title="Time of Grwoth by julpi, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/julpi/5410789908/"><img src="http://farm6.staticflickr.com/5255/5410789908_57c3f67f53.jpg" alt="Time of Grwoth" width="500" height="375" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Julpi rilasciata sotto licenza CC | http://www.flickr.com/photos/julpi/5410789908/</p></div>
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		<title>Free press, coi soldi del comune di Roma</title>
		<link>https://www.bonafficiata.it/2012/02/free-press-coi-soldi-del-comune-di-roma/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 09:53:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stetto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[comunità urbana]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[grandi sprechi]]></category>
		<category><![CDATA[impegno civile]]></category>

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		<description><![CDATA[E niente, vai al bar, ordini un caffè e te lo intossichi, perché trovi questa rivista e pensi bene di sfogliarla: Patinatissima, insostenibile, antiecologica, Franca non le fa più così dal 20 anni. È una free press comunale che non lesina in quanto a qualità. E in quanto a quantità. Nel bar ci sono molte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E niente, vai al bar, ordini un caffè e te lo intossichi, perché trovi questa <a href="http://www.spqrsport.it/index.php" target="_blank">rivista</a> e pensi bene di sfogliarla:</p>
<p><a class="tt-flickr tt-flickr-Medium" title="Ditemi che è carta utile per il cittadino della Capitale" href="http://www.bonafficiata.it/immagina/photo/6834814631/ditemi-che-%c3%a8-carta-utile-per-il-cittadino-della-capitale.html"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7012/6834814631_ae933e595d.jpg" alt="Ditemi che è carta utile per il cittadino della Capitale" width="373" height="500" /></a></p>
<p><span id="more-633"></span>Patinatissima, insostenibile, antiecologica, Franca non le fa più così dal 20 anni. È una free press comunale che non lesina in quanto a qualità. E in quanto a quantità. Nel bar ci sono molte copie di numeri ormai andati.<br />
Il sito della rivista ospita un <a href="http://www.spqrsport.it/index.php?option=com_artforms&amp;formid=6&amp;Itemid=86">sondaggio</a> «Lascia i tuoi dati e i tuoi commenti per migliorare la nostra rivista, compilando il modulo sottostante». Si vede che è fatto con il <em>quore</em>. Lo puoi riempire tutto di q (tranne il campo mail che ci devi mettere almeno una @ e il campo età che deve essere fatto coi numeri) e alla fine ti: «Ringrazia per aver contribuito alla crescita della nostra rivista».</p>
<p>Questo post si autodistruggerà se il bilancio di tale rivista è in attivo e porta danaro alle casse del Comune di Roma Capitale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La stoffa del leader</title>
		<link>https://www.bonafficiata.it/2011/11/la-stoffa-del-leader/</link>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 10:34:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stetto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[buone idee]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri sera ero a spasso per il Pigneto con Luca e Gaetano, cari amici e fondatori di Italic, un pregevole e giovane mensile giunto al suo 7 numero, e con Francesco.  Io gli parlavo dell&#8217;articolo di Gramellini, Una vita con B, che la mattina Raffaele aveva letto a me e Vincenzo, chiedendoci di indovinare chi lo scrivesse. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sera ero a spasso per il Pigneto con Luca e Gaetano, cari amici e fondatori di <a href="http://www.italicnews.it" target="_blank">Italic</a>, un pregevole e giovane mensile giunto al suo 7 numero, e con Francesco.  Io gli parlavo dell&#8217;articolo di Gramellini, <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&amp;ID_articolo=1084&amp;ID_sezione=56" target="_blank">Una vita con B</a>, che la mattina <a href="http://www.rainwiz.com" target="_blank">Raffaele</a> aveva letto a me e Vincenzo, chiedendoci di indovinare chi lo scrivesse. Ignorando che Gramellini si fosse occupato per 15 anni di sport (chi lo sa che stile aveva?) non ci sono proprio arrivato. L&#8217;articolo è scritto bene, come mi suggeriva un amico su facebook, sembrerebbe la sceneggiatura di un film. Tipo Il divo di Sorrentino, aggiungerei. Insomma un ritratto di Berlusconi crudo, duro. Che condivido e trovo utile.</p>
<p>«Pareggia l&#8217;articolo di Calabresi». E qui Gaetano racconta una storia che non conoscevo e che ho ritrovato accennata in un vecchio <a href="http://archiviostorico.corriere.it/1997/ottobre/24/Scalfaro_disse_alla_vedova_Calabresi_co_0_9710242009.shtml" target="_blank">articolo del Corriere</a>.<span id="more-588"></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">Perche&#8217; mai, domanda l&#8217;intervistatore alla donna (Gemma Capra, la vedova del commissario Calabresi <em>ndr</em>), anche chi odiava dal profondo della sua ideologia Adriano Sofri, ed era contento di vederlo in galera, non si era schierato contro la campagna innocentista? &#8220;Per paura di fare un favore ai giudici&#8221;, risponde Gemma Capra. E subito dopo racconta un episodio su Silvio Berlusconi, il quale in un&#8217;intervista aveva dichiarato di &#8220;comprendere le sofferenze&#8221; di Sofri. Il capo del Polo, venuto a sapere che Mario Calabresi, il primogenito, si era dispiaciuto, lo invito&#8217; a cena e si scuso&#8217; per avere detto quelle cose. Queste le sue parole: &#8220;Suo padre era un galantuomo, gli assassini hanno avuto finalmente quello che meritavano&#8221;.</span></p>
<p>In effetti l&#8217;<a href="http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/428905/" target="_blank">articolo di Calabresi</a> ha tutto un altro tono rispetto a quello di Gramellini. È un&#8217;intervista mista a qualcos&#8217;altro. Si lascia leggere, ma a me scende con un sapore amaro. Passa la consapevolezza di leggere qualcosa che è frutto di un rapporto intimo tra due persone, che Calabresi condivide con i suoi lettori, in qualità di direttore, con grande sapienza, certamente.</p>
<p>È quel senso di intimità e di affetto che mi colpisce. Parlano al telefono e nel cuore della notte due persone che si conoscono bene, che hanno confidenza, amicizia. Eccolo lì, quel sapere annullare le distanze di cui sono capaci i leader. Avevo già sentito la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sandro_Bondi#Sindaco_comunista_di_Fivizzano_.281990-1992.29" target="_blank">storia</a> di Bondi, sindaco comunista di Fivizzano dal 1990 al 1992, che accompagnando l&#8217;amico scalpellino ad Arcore rimane folgorato da Silvio e torna responsabile culturale di Forza Italia.</p>
<p>Tutta questa storia mi fa pensare a una mia vecchia fissa. Che la qualità leader è un dono per chi ce l&#8217;ha e un bene o una condanna per chi la subisce, dipende dai casi.</p>
<p>In Fiat ho conosciuto varie personalità carismatiche e alcuni bravi leader: persone con buone idee e la passione per realizzarle, l&#8217;entusiasmo da passarti perché ti dedicassi quasi 60 ore alla settimana a realizzare, mettendoci tutta la tua creatività e passione fino a sentirlo tuo, quello che loro avevano in mente. Esperienze molto belle e positive, che credo testimoniano della capacità degli uomini di sviluppare progetti innovativi e che migliorano la qualità degli oggetti, dei servizi che hanno attorno. D&#8217;altra parte ho anche conosciuto dei patetici personaggi che vedevano se stessi come leader, ma che in realtà erano responsabili di gruppi di lavoro sull&#8217;organigramma. Stendiamo un velo pietoso sul loro affannarsi in riunioni piene di parole vuote, in cui tentavano goffamente di imitare figure lontane e applicare parole vuote come <em>leading change, leading people</em>.</p>
<p>Alle volte mi viene da pensare che la sinistra italiana pensi di non avere  un leader. E questo ci può stare. Il problema è che in questo vuoto si inseriscono le persone patetiche che credono di esserlo. Ebbene, persone patetiche, leggetevi bene gli articoli di Calabresi e Gramellini, capite che non avete la stoffa, e, visto che i leader sono necessari, lasciate spazio all&#8217;unica persona che ha carisma e capacità, a sinistra, in questo momento, in Italia. Io un nome in mente ce l&#8217;ho.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #808080;"><br />
</span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;"><br />
</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Basta! Storie di liquidazioni</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 13:58:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano stravato</dc:creator>
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		<category><![CDATA[buone idee]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
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		<description><![CDATA[BASTA!!! SONO STUFA!!! LIQUIDO TUTTO&#8230; e me ne vado&#8230;  Sconti fino al 70%. Ha aperto circa due anni fa, sotto casa. Stivali di ogni tipo, cappelli da cow boy, camicie con le frange. Ma anche All Stars e da quest&#8217;anno le Crocks. Il manifesto VENDITA PROMOZIONALE è sempre stato più grande dell&#8217;insegna, e in effetti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>BASTA!!! SONO STUFA!!! LIQUIDO TUTTO&#8230; e me ne vado&#8230;  Sconti fino al 70%.</strong></p>
<p>Ha aperto circa due anni fa, sotto casa. Stivali di ogni tipo, cappelli da cow boy, camicie con le frange. Ma anche All Stars e da quest&#8217;anno le Crocks.</p>
<p>Il manifesto VENDITA PROMOZIONALE è sempre stato più grande  dell&#8217;insegna, e in effetti non ricordo mai il nome del negozio.</p>
<p><a class="tt-flickr tt-flickr-Medium" title="Basta! Sconti fino al 70%..." href="http://www.bonafficiata.it/immagina/photo/4174252796/basta-sconti-fino-al-70.html"><img class="aligncenter" src="http://farm3.static.flickr.com/2669/4174252796_032b318ba3.jpg" alt="Basta! Sconti fino al 70%..." width="331" height="500" /></a></p>
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		<title>La comunità urbana e i suoi percorsi condivisi</title>
		<link>https://www.bonafficiata.it/2008/12/la-comunita-urbana-e-i-suoi-percorsi-condivisi/</link>
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		<pubDate>Sat, 13 Dec 2008 16:10:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stetto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[comunità urbana]]></category>
		<category><![CDATA[concetti]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi facciamo soprattutto percorsi individuali e autonomi per raggiungere punti di aggregazione collettiva. Percorsi che paradossalmente ci rendono ipocomunicativi e ipoconnessi in un mondo sempre più integrato.Credo invece che i percorsi condivisi assumeranno maggiori dimensioni e investiremo molto di più in essi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi 10 mesi ho iniziato a usare molto di meno l&#8217;auto per i miei spostamenti urbani. In realtà ho scoperto che tutti usiamo l&#8217;auto relativamente poco: <a title="Internazionale, 12/18 dicembre 2008" href="http://circolopasolini.splinder.com/post/19309216/La+macchina+si+%C3%A8+rotta">in media la macchina resta ferma 23 ore al giorno</a> (Henning Sussebach &#8211; Die Zeit)! Io posso permettermi questo lusso: vivo a 8 minuti dall&#8217;ufficio, il quartiere offre i servizi di cui ho bisogno, i collegamenti pubblici con il centro sono ottimi.</p>
<p>Quando usi meno l&#8217;auto percepisci di più il senso e le dinamiche della <strong>comunità urbana</strong> la quale è data non solo dai suoi punti di aggregazione, ma anche e soprattutto dai percorsi condivisi che compie per raggiungere questi punti. <strong>Un esempio</strong> di comunità urbana l&#8217;ho vissuto a Lyon durante l&#8217;intenso week end della fantastica <a href="www.lumieres.lyon.fr/">Fête des Lumières</a>: largo quanto le strade che percorreva, il magmatico flusso era composto da gente accomunata da cose che non t&#8217;aspetti uniscano tanto. Tutti presi dallo stupore per lo <a href="http://tinyurl.com/6azddr">spettacolo di luci</a> e suoni che si rinnovava a ogni angolo e piazza, oppure dalle grandi pedalate sui  <a href="http://www.velov.grandlyon.com/Index.1.0.html?&amp;no_cache=1">Vélo&#8217;v</a> (le bici in sharing) o ancora dai sorrisi, dalle chiacchiere, e dagli itinerari scambiati spontaneamente.</p>
<p>Oggi facciamo soprattutto percorsi individuali e autonomi per raggiungere punti di aggregazione collettiva. Percorsi che paradossalmente ci rendono ipocomunicativi e ipoconnessi in un mondo sempre più integrato. Credo invece che i percorsi condivisi assumeranno maggiori dimensioni e investiremo molto di più in essi.</p>
<p>Certo, oggi viviamo un momento difficile: di ritorno a casa sono stato accolto da una dura <a href="http://www.la7.it/approfondimento/dettaglio.asp?prop=infedele&amp;video=6786">trasmissione sulla crisi torinese</a>.</p>
<p>Quello che immagino in questo contesto è una <strong>comunità urbana </strong>con un suo linguaggio specifico. Sarà sempre più uno scambiarsi pensieri, idee e azioni in modo intelligente e solidale per superare i problemi comuni, sarà un modo di coltivare il nostro senso di appartenenza e d&#8217;essere più vicini agli altri. Vivere il quartiere, trovare collettivamente soluzioni sostenibili come il riciclaggio e lo sviluppo di servizi pubblici innovativi, fare ognuno piccoli gesti per ottenere grandi risultati, come abbassare la manopola del riscaldamento magari in cambio di incentivi, dialogare con i nostri vicini per scoprire dove e come fare acquisti migliori, saranno i primi passi per affrontare questa crisi ed essere parte attiva di una comunità sempre più urbana, solidale e civile.</p>
<p>L&#8217;idea di comunità urbana mi fa pensare al futuro in modo positivo.</p>
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