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	<title>La Bonafficiata &#187; comunità urbana</title>
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	<description>Portare le persone nel cuore delle aziende</description>
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		<title>Sindaco Marino, fatti aggiustare la città da noi che la usiamo</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Oct 2013 07:30:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano stravato</dc:creator>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[comunità urbana]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
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		<category><![CDATA[lavoro di squadra]]></category>
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		<description><![CDATA[Non siamo l&#8217;unico caso di utenti che conoscono il prodotto meglio dell&#8217;azienda che lo produce. Ma in questo caso tra noi ci sono molti, ma molto più esperti, appassionati e volenterosi fuori che dentro l&#8217;aziende (piene, tranne alcune rare eccezioni,  di inetti, menefreghisti e irresponsabili). Sindaco, ci lasci aggiustare questa città. Oggi sono arrivato in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non siamo l&#8217;unico caso di utenti che conoscono il prodotto meglio<br />
dell&#8217;azienda che lo produce. Ma in questo caso tra noi ci sono molti,<br />
ma molto più esperti, appassionati e volenterosi fuori che dentro l&#8217;aziende (piene, tranne alcune rare eccezioni,  di inetti, menefreghisti e irresponsabili).</p>
<p>Sindaco,<br />
ci lasci aggiustare questa città.</p>
<p>Oggi sono arrivato in ufficio con 45 minuti di ritardo. E sono<br />
impresentabile per quanto ho sudato.<br />
Ho scritto questo post nella tratta Cavour Garbatella<br />
della metro B. Di solito salgo a Termini dopo aver fatto il cambio con<br />
la metro A, che prendo al Quadraro.</p>
<p>Sindaco,<br />
sei circondato da incapaci. Siamo più bravi noi. Noi che poi<br />
valutiamo – un giorno sì e l&#8217;altro pure – se andare a lavorare a Londra,<br />
Berlino o Copenaghen.</p>
<p>Oggi un suo dipendente inetto ha pensato bene di annunciare solo a<br />
Vittorio Emanuele che la fermata di Termini della Metro A era chiusa.<br />
<a href="http://www.bonafficiata.it/wp-content/uploads/2013/10/foto.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-921" title="Folla di persone che da Termini si spostano a piazza delle Repubblica" src="http://www.bonafficiata.it/wp-content/uploads/2013/10/foto-300x224.jpg" alt="Piazza della Repubblica, panico!" width="300" height="224" /></a></p>
<p><span id="more-919"></span>Alle volte noi viaggiatori pendolari siamo tempestati di annunci<br />
inutili e di impossibili brani musicali emessi dagli altoparlanti. Questa mattina nessuno a pensato di avvisare per tempo.<br />
Nel mio caso, sarei sceso a San Giovanni e avrei preso con calma il<br />
714.<br />
Invece no. Sono stato su un treno che proseguiva con lentezza<br />
esasperante sulla linea probabilmente rallentata proprio a causa<br />
della sorpresina riservata a tutti i viaggiatori diretti a Termini.<br />
Sorpresa svelata solo una volta giunti alla fermata di Vittorio Emanuele. E cioè troppo tardi per pensare a un&#8217;alternativa intelligente.</p>
<p>Sono sceso a piazza della Repubblica. Ho visto camionette della<br />
polizia e ho visto una quantità incredibile di gente arrivare da<br />
Termini. Ho provato grande solidarietà per le persone che tentavano di<br />
risalire il flusso che si inabissava a Repubblica. Erano persone<br />
in ansia e difficoltà fisica evidenti. Avevano grandi valigioni e<br />
probabilmente stavano perdendo il loro treno.<br />
Sindaco,<br />
lei e i dirigenti degli enti che dal comune dipendono, avete noi persone<br />
comuni, cittadini, professionisti e turisti sulla vostra coscienza e<br />
dovete vergognarvi per la mattinata di disagio che ci avete procurato.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">Ovviamente a disagio si aggiunge disagio. Avevo deciso di andare a</span><br />
<span style="color: #808080;"> prendere la metro B alla fermata di Cavour. Quando ho visto il 714 che</span><br />
<span style="color: #808080;"> scendeva per via Cavour ho allungato il passo e ho fatto una corsa</span><br />
<span style="color: #808080;"> come ai bei tempi. Col computer, l&#8217;impermeabile e tutto il resto. Giro il</span><br />
<span style="color: #808080;"> collo passando tra le macchine e controllo che il 714 non mi superi.</span><br />
<span style="color: #808080;"> Scende piano. Attraverso col rosso, il 714 arriva al semaforo e si</span><br />
<span style="color: #808080;"> ferma. Corro per il piazzale di Santa Maria Maggiore per arrivare alla</span><br />
<span style="color: #808080;"> fermata. Giro l&#8217;angolo e il 714 scompare alla mia vista. Passa un</span><br />
<span style="color: #808080;"> minuto, passano due minuti. Ne passano tre. Mi allontano</span><br />
<span style="color: #808080;"> dalla fermata per torntare indietro e cercare il bus.  Il 714 è fermo al</span><br />
<span style="color: #808080;"> semaforo. Vedo solo la parte superiore. Aspetto altri 30 secondi. Mi</span><br />
<span style="color: #808080;"> pare il semaforo sia verde. Altre auto passano. Nel frattempo il</span><br />
<span style="color: #808080;"> sudore si asciuga addosso grazie a un delizioso venticello umido.</span><br />
<span style="color: #808080;"> C&#8217;è una fontanella. Ne approfitto per rinfrescare le mani e bere un</span><br />
<span style="color: #808080;"> sorso. Mi sporgo ancora, scendendo di altri 10 passi. Il 714 è fermo</span><br />
<span style="color: #808080;"> per un guasto, ha messo le quattro frecce. </span></p>
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		<title>Riforme costituzionali. Puoi dare voce ai tuoi pensieri fino all&#8217;8 ottobre, partecipa.</title>
		<link>https://www.bonafficiata.it/2013/09/riforme-costituzionali-puoi-dare-voce-ai-tuoi-pensieri-fino-all8-ottobre-partecipa/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Sep 2013 14:02:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano stravato</dc:creator>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[comunità urbana]]></category>
		<category><![CDATA[impegno civile]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho stampato il questionario per portarlo a casa e capire bene di cosa si tratta. C&#8217;è anche il video, che ha poche views, aumentiamole. Intanto sento l&#8217;obbligo di diffondere tra i cittadini!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="480" height="360" src="//www.youtube.com/embed/ZSOESLTykpI" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><a href="http://www.partecipa.gov.it/"></a>Ho stampato il questionario per portarlo a casa e capire bene di cosa si tratta. C&#8217;è anche il <a href="http://youtu.be/ZSOESLTykpI">video</a>, che ha poche views, aumentiamole. Intanto sento l&#8217;obbligo di diffondere tra i cittadini!</p>
<p><a href="http://www.partecipa.gov.it/"><img class="aligncenter size-full wp-image-903" title="partecipa.gov.it" src="http://www.bonafficiata.it/wp-content/uploads/2013/09/partecipa.gov_.it_.png" alt="" width="369" height="525" /></a></p>
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		<title>Metro Roma, dove la clientela parla solo italiano</title>
		<link>https://www.bonafficiata.it/2012/11/metro-roma-la-clientela-parla-solo-italiano/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Nov 2012 07:39:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano stravato</dc:creator>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[comunità urbana]]></category>
		<category><![CDATA[mezzi pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma, metro B, un giorno di lavoro qualsiasi. Sto aspettando il treno da più di 15 minuti. Non è cosa abituale. Un freddo annuncio avvisa che a causa di un “guasto tecnico” il servizio è rallentato. Punto. Non è dato sapere quanto sia rallentato. Non viene dato alcun consiglio su scelte alternative. E soprattutto l&#8217;annuncio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, metro B, un giorno di lavoro qualsiasi.<br />
Sto aspettando il treno da più di 15 minuti. Non è cosa abituale. Un freddo annuncio avvisa che a causa di un “guasto tecnico” il servizio è rallentato.</p>
<p>Punto.</p>
<p>Non è dato sapere quanto sia rallentato. Non viene dato alcun consiglio su scelte alternative. E soprattutto l&#8217;annuncio è dato due volte di seguito e ripetuto anche ogni minuto.</p>
<p>Un gruppo di persone vicino a me inizia a guardarsi facendo la faccia a punto interrogativo. Facce da nord Europa. Non comprendono gli annunci, non trovano conforto nei tabelloni luminosi e nelle TV che danno solo spot. Gli annunci sono solo in italiano.</p>
<p>Nei 15 minuti di attesa alzo lo sguardo dal <a title="Surplus cognitivo, di Clay Shirky" href="http://www.amazon.it/Surplus-cognitivo-Creativit%C3%A0-generosit%C3%A0-digitale/dp/8875781680/ref=sr_1_4?ie=UTF8&amp;qid=1349685433&amp;sr=8-4" target="_blank">libro</a> che sto leggendo e ho tempo di guardare i monitor pubblicitari in banchina: tra gli spot scorgo un <strong>avviso alla clientela</strong>: c&#8217;è un pronto soccorso alla fermata Anagnina. Ottimo. Ma la domanda è: <strong>clientela</strong> a chi? Ma ancora con questa storia della clientela? Noi siamo cittadini, italiani ed europei che fruiscono di un servizio pubblico. Siamo viaggiatori. Lavoratori. Studenti. Turisti.<br />
Clienti, no.<br />
Anche questa è Roma Capitale.</p>
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		<title>Appunti per fare un buon caffè (by Andrea)</title>
		<link>https://www.bonafficiata.it/2012/10/appunti-per-fare-un-buon-caffe-by-andrea/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Oct 2012 13:55:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano stravato</dc:creator>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[comunità urbana]]></category>
		<category><![CDATA[pratiche]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi Andrea, il mio barista, mi ha dato alcuni consigli per fare un buon caffè con la napoletana. Tutto sta nel capire quanto tempo il caffè ci deve mettere per «uscire». Per la napoletana ipotizziamo 2 minuti. «Se ci mette troppo tempo il caffè ce lo beviamo freddo». Stabilito questo tempo ideale, per rispettarlo bisogna trovare il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi Andrea, il <em>mio</em> barista, mi ha dato alcuni consigli per fare un buon caffè con la napoletana.</p>
<p><a title="la Napoletana - omaggio a Eduardo by Kliò, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/klio/1092998342/"><img src="http://farm2.staticflickr.com/1430/1092998342_dc3fc459af.jpg" alt="la Napoletana - omaggio a Eduardo" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Tutto sta nel capire quanto tempo il caffè ci deve mettere per «uscire». Per la napoletana ipotizziamo 2 minuti. «Se ci mette troppo tempo il caffè ce lo beviamo freddo». Stabilito questo tempo ideale, per rispettarlo bisogna trovare il grado di macinatura giusto. Facciamo un primo tentativo. Se il tempo necessario è minore di quello previsto vuol dire che l&#8217;acqua passa troppo in fretta, la macinatura ha una grana troppo grossa, e allora bisogna macinare più fine. Al contrario, se ci mette  più di quanto vorremmo, scende troppo lento, vuol dire che la macina è troppo fine, e bisogna diminuire la grana.<br />
Per essere più raffinati in questa ricerca della macinatura ideale e trovare stadi intermedi  possiamo mescolare al caffè macinato un po&#8217; di  zucchero o di cacao: il primo renderà più veloce la discesa dell&#8217;acqua, il secondo più lenta.<br />
Non gliel&#8217;ho chiesto, ma questi consigli, credo, valgano per l&#8217;espresso e per la napoletana. Per la moka ricordo di aver letto controindicazioni a usare lo zucchero. Al massimo potete passare a chiederglielo di persona, se vi trovate a Roma tra la Garbatella e Eataly all&#8217;Ostiense. Anzi chiamatemi, una buona sfogliatella (o pastierina) e un caffè del <a href="https://maps.google.com/maps?q=41.868227,12.494416&amp;ll=41.868199,12.49443&amp;spn=0.001856,0.003136&amp;num=1&amp;t=m&amp;z=19&amp;layer=c&amp;cbll=41.868099,12.494432&amp;panoid=pMadTwJMNaP9n6quM7slzw&amp;cbp=12,267.97,,0,1.47">Gran Bar</a>, in via Usodimare 30 a <a href="https://maps.google.com/maps?q=Via+Antoniotto+Usodimare,+30,+Roma,+Italia&amp;hl=en&amp;ll=41.868091,12.494427&amp;spn=0.007422,0.012542&amp;sll=41.868099,12.494432&amp;sspn=0.001864,0.003136&amp;hnear=Via+Usodimare+Antoniotto,+30,+Roma,+Lazio,+Italy&amp;t=m&amp;z=17">Roma</a>, ve li offro con piacere.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>«Redesign the flow of our institutions»</title>
		<link>https://www.bonafficiata.it/2012/10/%c2%abredesign-the-flow-of-our-institutions%c2%bb/</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Oct 2012 22:07:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano stravato</dc:creator>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[comunità urbana]]></category>
		<category><![CDATA[impegno civile]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[riorganizzazione]]></category>

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		<description><![CDATA[In questo post parlo di government, smart city e open data, due TED talk e la prossima global jam]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho cominciato questa settimana dando uno sguardo al programma di <a href="http://www.smartcityexhibition.it/chi-siamo/manifestazione" target="_blank">Smart city exhibition</a> e con la lettura de <a title="La società dei dati, di Vincenzo Cosenza" href="http://vincos.it/la-societa-dei-dati/" target="_blank">La società dei dati</a>.<br />
Quest&#8217;autunno ha gettato solo ombre su un modello di amministrazione pubblica che va profondamente ripensato (1) e, probabilmente, sarà sorpassato (2) da una cittadinanza matura e piena di inventiva.</p>
<p>I due video trovati su TED, a mio avviso sono perfetti per approfondire i due punti:</p>
<ol>
<li><a href="http://www.ted.com/talks/lang/it/beth_noveck_demand_a_more_open_source_government.html  " target="_blank">Beth Noveck: Pretendiamo un&#8217;amministrazione più aperta</a></li>
<li><a href="http://www.ted.com/talks/jennifer_pahlka_coding_a_better_government.html" target="_blank">Jennifer Pahlka: Coding a better government<br />
</a></li>
</ol>
<p>In particolare, ecco le parole di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Beth_Noveck" target="_blank">Beth Noveck</a> che più mi hanno colpito, riassumibili in questa frase :  «the urgent need we have to redesign the flow of our institutions<em>».</em></p>
<blockquote>
<p style="padding-left: 30px;">Ecco il nodo della questione. I governi esistono per incanalare il flusso di due cose, valori e competenze, da e verso il governo. e da e verso i cittadini al fine nel prendere decisioni. Tuttavia, il modo in cui le nostre istituzioni sono progettate, nel nostro modello centralizzato tipico del 18° secolo, il flusso di valore si incanala attraverso il voto, una volta ogni 4 anni, una volta ogni 2 anni, nel migliore dei casi, una volta all&#8217;anno. È un modo piuttosto sottile ed anemico, per esprimere i nostri valori, in questa epoca di social media. Oggi abbiamo tecnologie che ci consentono di esprimere ampiamente noi stessi, forse un po&#8217; troppo.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Da alcuni anni gli scienziati studiano il fenomeno che viene spesso descritto come flusso, che la struttura dei nostri sistemi, che siano naturali o sociali, incanali il flusso di qualunque cosa li attraversi. Un fiume è progettato per incanalare il flusso dell&#8217;acqua, il fulmine che esce dalla nuvola incanala il flusso di elettricità e una foglia è progettata per incanalare il flusso dei nutrienti verso l&#8217;albero, talvolta dovendo anche aggirare un ostacolo, ma riuscendo a portare quel flusso di nutrienti. Lo stesso si può dire dei nostri sistemi sociali, dei nostri sistemi di governo, in cui perlomeno, il flusso ci propone una corretta metafora per la comprensione del problema, di ciò che veramente non funziona, e del bisogno urgente che abbiamo, che sentiamo tutti oggi, di riprogettare il flusso delle nostre istituzioni.</p>
</blockquote>
<p>Se il discorso di Noveck, ex vice CTO alla Casa Bianca, può sembrare di alto livello, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Jennifer_Pahlka" target="_blank">Jennifer Pahlka</a> è la fondatrice e direttore esecutivo di  Code for America e «una grande comunità di persone che sta creando gli strumenti di cui abbiamo bisogno per fare le cose insieme efficacemente».</p>
<p>Mi pare lo spirito giusto per cominciare questa stagione e per partecipare alla prossima <a href="http://www.codesignjam.it/" target="_blank">Global jam</a>, che dovrebbe esserci a novembre.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 330px"><a title="Bidder #70 by Poster Boy NYC, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/posterboynyc/5877949784/"><img src="http://farm7.staticflickr.com/6049/5877949784_07142ce4f2_n.jpg" alt="Bidder #70" width="320" height="209" /></a><p class="wp-caption-text">By Poster Boy NYC - http://www.flickr.com/photos/posterboynyc/5877949784/</p></div>
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		</item>
		<item>
		<title>PA. Il potere logora chi &#8230;deve assegnarti un medico di base. Peccato!</title>
		<link>https://www.bonafficiata.it/2012/05/pa-il-potere-logora-chi-deve-assegnarti-un-medico-di-base-peccato/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 07:59:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stetto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[brunetta-sti-cazzi]]></category>
		<category><![CDATA[comunità urbana]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[knowledge base]]></category>
		<category><![CDATA[riorganizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[sistemi informativi]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi giorni si svolge a Roma il Forum PA, ricco di keynote su smart cities, open data e tutto quanto possa contribuire a migliorare i servizi per il cittadino. Ecco, magari diamo una email a tutti coloro che lavorano nella PA. Soprattutto se, come mi dice l&#8217;operatrice torinese della storia che vi racconterò, devono essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni si svolge a Roma il <a href="http://iniziative.forumpa.it/expo12" target="_blank">Forum PA</a>, ricco di <a href="http://saperi.forumpa.it/story/67993/il-programma-delle-dirette-di-forum-pa-2012-su-innovativi-wwwinnovatvit-16-19-maggio#giove" target="_blank">keynote</a> su smart cities, open data e tutto quanto possa contribuire a migliorare i servizi per il cittadino.<br />
Ecco, magari diamo una <strong>email</strong> a tutti coloro che lavorano nella PA. Soprattutto se, come mi dice l&#8217;operatrice torinese della storia che vi racconterò, devono essere gli uffici pubblici a scambiarsi i dati necessari a erogare i servizi al cittadino. E non il cittadino a impazzire dietro alla burocrazia di uffici diversi e spesso chiusi.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 369px"><a title="Non aprite quella finestra by Carlo &quot;granchius&quot; Bonini, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/granchius/2358110336/"><img class=" " style="border-image: initial; border: 1px solid black;" src="http://farm4.staticflickr.com/3125/2358110336_0ab32edb9d.jpg" alt="Non aprite quella finestra" width="359" height="500" /></a><p class="wp-caption-text">(Foto di Carlo Bonini)</p></div>
<p>La mia storia è semplice. Nato e residente a Napoli, ho avuto domicili sparsi per l&#8217;Italia da quando ho 18 anni.<br />
Di solito mi ricordo sempre tardi di cambiare o rinnovare il  medico di base. Per chi è «domiciliato» il medico è temporaneo e dopo 12 mesi «scade».<br />
La mia avventura comincia di mattina, con una solerte operatrice della ASL di Ciampino che consulta un sistema del ministero delle finanze per verificare che io non abbia già un altro medico.<br />
Mi pare giusto.<br />
Cosa scopre?<span id="more-675"></span><br />
Scopre che sono assegnato a tempo indeterminato alla mia (ex) dottoressa di Torino.<br />
Ma come? A casa ho un documento che attesta che il periodo di assegnazione temporanea era da maggio 2009 a maggio 2010.<br />
Il sito del ministero invece riporta altre date. Inizio: luglio (?) 2009; fine: illimitata.<br />
Secondo voi a questo punto, cosa mi hanno detto all&#8217;ASL di Ciampino?<br />
Che dovevo provvedere io alla revoca. E io penso: tu puoi consultare un sito ma non chiamare i colleghi a Torino? Non hai questo potere e invece ce l&#8217;ho io?<br />
Ce l&#8217;ho e dunque faccio tre telefonate in 24 ore:</p>
<ol>
<li>Il pomeriggio primo giorno, chiamo il  numero verde regione piemonte</li>
<li>che mi dà il numero della vecchia ASL Torino e risponde un gentilissimo portinaio.</li>
<li>La mattina del secondo giorno chiamo l&#8217;ufficio assegnazione e revoca della mia vecchia ASL di Torino.</li>
</ol>
<p>L&#8217;ultima telefonata l&#8217;ho dovuta fare dal mio cellulare dagli uffici della ASL di Ciampino. Avevo con me il documento che attestava la data di fine validità del medico di base di via Vigliani, a Torino. Per l&#8217;operatrice di Ciampino non era valido, avrei potuto averne un altro successivo! Ma cosa dice? Quel certificato viene sostituito dalla ASL con quello nuovo oppure scade, non lo sa? Allora le chiedo di chiamare lei. Mi dice che non può. E qui che scopro che non è vero, perché l&#8217;operatrice di Torino mi cita una legge che solleva il cittadino dall&#8217;obbligo di occuparsi lui di queste cose. Il principio, sano, è che le PA devono parlarsi tra di loro.<br />
La situazione diventa complicata, è il secondo giorno e la quarta ora di permesso al lavoro che mi sto giocando. Ma sento che se mi incazzo è peggio.<br />
E allora, dopo avere fatto questa telefonata a Torino, faccio per alzarmi sconfitto, sconfittissmo, dicendo: «Signora sa cosa c&#8217;è? Che a me dispiace che lei non possa fare nulla, io la capisco. Come lei lavoro nella PA, mi occupo di pensioni, e provo ogni giorno a fare di tutto per accontentare gli utenti».</p>
<p>Apriti cielo.</p>
<p>A quel punto avviene la svolta. L&#8217;operatrice capisce che può fare qualcosa per un «collega». Anche se appena due minuti fa mi ha detto che lei non può scrivere alla ASL di Torino e che devo farlo io, adesso si corregge: «Io non ho neanche la email, ma il mio capo forse sì!».<br />
Dopo 10 minuti ho il medico di base.</p>
<p><span style="color: #6699cc;"><strong>Quando è giusto usare il proprio «potere»</strong></span></p>
<p>Ringrazio questa persona: con i pochi mezzi a sua disposizione e quel poco d&#8217;iniziativa che è in suo potere, e cioè andare dal responsabile del reparto, ha risolto un problema complicato e fuori dall&#8217;ordinario.</p>
<p>Cosa le mancava? Un altro po&#8217; di spirito d&#8217;iniziativa, certo, ma soprattutto</p>
<ol>
<li><strong>Informazioni aggiornate</strong>: possibile che non conosca ancora un principio fondamentale, come quello che debbono essere le PA a scambiarsi i dati e non il cittadino a impazzire dietro alla burocrazia?</li>
<li><strong>Sistemi informativi</strong> che le diano un supporto concreto. Non una pagina di un ministero delle finanze che dà informazioni sconfessate dalla ASL di riferimento e l&#8217;assenza di una email con la quale rivolgersi ad altri enti e colleghi.</li>
</ol>
<p>Il potere in questo caso va visto in senso positivo, perché abilita e consente la soluzione di un caso.<br />
Al Forum PA forse bisogna parlare ancora di cose che sanno di antico, come gestione della knowledge base e usabilità dei sistemi informativi.<br />
A me piacerebbe tra 3 anni potere scegliere il medico di base comodamente seduto in poltrona col mio tablet.</p>
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		<title>Free press, coi soldi del comune di Roma</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 09:53:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stetto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[comunità urbana]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[grandi sprechi]]></category>
		<category><![CDATA[impegno civile]]></category>

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		<description><![CDATA[E niente, vai al bar, ordini un caffè e te lo intossichi, perché trovi questa rivista e pensi bene di sfogliarla: Patinatissima, insostenibile, antiecologica, Franca non le fa più così dal 20 anni. È una free press comunale che non lesina in quanto a qualità. E in quanto a quantità. Nel bar ci sono molte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E niente, vai al bar, ordini un caffè e te lo intossichi, perché trovi questa <a href="http://www.spqrsport.it/index.php" target="_blank">rivista</a> e pensi bene di sfogliarla:</p>
<p><a class="tt-flickr tt-flickr-Medium" title="Ditemi che è carta utile per il cittadino della Capitale" href="http://www.bonafficiata.it/immagina/photo/6834814631/ditemi-che-%c3%a8-carta-utile-per-il-cittadino-della-capitale.html"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7012/6834814631_ae933e595d.jpg" alt="Ditemi che è carta utile per il cittadino della Capitale" width="373" height="500" /></a></p>
<p><span id="more-633"></span>Patinatissima, insostenibile, antiecologica, Franca non le fa più così dal 20 anni. È una free press comunale che non lesina in quanto a qualità. E in quanto a quantità. Nel bar ci sono molte copie di numeri ormai andati.<br />
Il sito della rivista ospita un <a href="http://www.spqrsport.it/index.php?option=com_artforms&amp;formid=6&amp;Itemid=86">sondaggio</a> «Lascia i tuoi dati e i tuoi commenti per migliorare la nostra rivista, compilando il modulo sottostante». Si vede che è fatto con il <em>quore</em>. Lo puoi riempire tutto di q (tranne il campo mail che ci devi mettere almeno una @ e il campo età che deve essere fatto coi numeri) e alla fine ti: «Ringrazia per aver contribuito alla crescita della nostra rivista».</p>
<p>Questo post si autodistruggerà se il bilancio di tale rivista è in attivo e porta danaro alle casse del Comune di Roma Capitale.</p>
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		<title>La mia città</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 09:26:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano stravato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[comunità urbana]]></category>
		<category><![CDATA[Documentario]]></category>
		<category><![CDATA[mezzi pubblici]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi ho sentito  i miei, a Napoli, e mi hanno raccontato di avere ripetuto la passeggiata che avevo fatto quest&#8217;estate, dalla collina fino al mare, puntando verso quell&#8217;azzurro intenso senza perdermi nulla delle scalette e dei vicoli che tagliando la città. L&#8217;iPhone aveva preso immagini vivide, ma forse il merito è stato del cielo, dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ho sentito  i miei, a Napoli, e mi hanno raccontato di avere ripetuto la passeggiata che avevo fatto quest&#8217;estate, dalla collina fino al mare, puntando verso quell&#8217;azzurro intenso senza perdermi nulla delle scalette e dei vicoli che tagliando la città.</p>
<p><a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" title="Sono al Vomero e voglio 'o mare" href="http://www.bonafficiata.it/immagina/photo/4065983573/sono-al-vomero-e-voglio-o-mare.html"><img class="alignright" src="http://farm3.static.flickr.com/2795/4065983573_49b63975f8_t.jpg" alt="Sono al Vomero e voglio 'o mare" width="100" height="75" /></a>L&#8217;iPhone aveva preso immagini vivide, ma forse il merito è stato del cielo, dei muri colorati, dell&#8217;aria limpidissima, del sole a picco.</p>
<p>Sta di fatto che tutto è cominciato vedendo il mare da lontano, dalla collina del Vomero.  Attrazione. Ho cominciato a scendere.</p>
<p>Il resto è da gustare su <a href="http://www.flickr.com/photos/stetto/sets/72157622713236674/" target="_blank">flickr</a></p>
<p>Vi sfido però a fare, con l&#8217;iPhone questa foto: <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" title="Scorcio di mare da Funicolare" href="http://www.bonafficiata.it/immagina/photo/4066757108/scorcio-di-mare-da-funicolare.html"><img class="alignright" src="http://farm3.static.flickr.com/2735/4066757108_75673d52e8_t.jpg" alt="Scorcio di mare da Funicolare" width="75" height="100" /></a> è uno scorcio di mare tra due palazzi all&#8217;uscita della galleria della Funicolare Centrale. Avete un solo secondo per scattare.</p>
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		<title>La comunità urbana e i suoi percorsi condivisi</title>
		<link>https://www.bonafficiata.it/2008/12/la-comunita-urbana-e-i-suoi-percorsi-condivisi/</link>
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		<pubDate>Sat, 13 Dec 2008 16:10:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stetto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[comunità urbana]]></category>
		<category><![CDATA[concetti]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi facciamo soprattutto percorsi individuali e autonomi per raggiungere punti di aggregazione collettiva. Percorsi che paradossalmente ci rendono ipocomunicativi e ipoconnessi in un mondo sempre più integrato.Credo invece che i percorsi condivisi assumeranno maggiori dimensioni e investiremo molto di più in essi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi 10 mesi ho iniziato a usare molto di meno l&#8217;auto per i miei spostamenti urbani. In realtà ho scoperto che tutti usiamo l&#8217;auto relativamente poco: <a title="Internazionale, 12/18 dicembre 2008" href="http://circolopasolini.splinder.com/post/19309216/La+macchina+si+%C3%A8+rotta">in media la macchina resta ferma 23 ore al giorno</a> (Henning Sussebach &#8211; Die Zeit)! Io posso permettermi questo lusso: vivo a 8 minuti dall&#8217;ufficio, il quartiere offre i servizi di cui ho bisogno, i collegamenti pubblici con il centro sono ottimi.</p>
<p>Quando usi meno l&#8217;auto percepisci di più il senso e le dinamiche della <strong>comunità urbana</strong> la quale è data non solo dai suoi punti di aggregazione, ma anche e soprattutto dai percorsi condivisi che compie per raggiungere questi punti. <strong>Un esempio</strong> di comunità urbana l&#8217;ho vissuto a Lyon durante l&#8217;intenso week end della fantastica <a href="www.lumieres.lyon.fr/">Fête des Lumières</a>: largo quanto le strade che percorreva, il magmatico flusso era composto da gente accomunata da cose che non t&#8217;aspetti uniscano tanto. Tutti presi dallo stupore per lo <a href="http://tinyurl.com/6azddr">spettacolo di luci</a> e suoni che si rinnovava a ogni angolo e piazza, oppure dalle grandi pedalate sui  <a href="http://www.velov.grandlyon.com/Index.1.0.html?&amp;no_cache=1">Vélo&#8217;v</a> (le bici in sharing) o ancora dai sorrisi, dalle chiacchiere, e dagli itinerari scambiati spontaneamente.</p>
<p>Oggi facciamo soprattutto percorsi individuali e autonomi per raggiungere punti di aggregazione collettiva. Percorsi che paradossalmente ci rendono ipocomunicativi e ipoconnessi in un mondo sempre più integrato. Credo invece che i percorsi condivisi assumeranno maggiori dimensioni e investiremo molto di più in essi.</p>
<p>Certo, oggi viviamo un momento difficile: di ritorno a casa sono stato accolto da una dura <a href="http://www.la7.it/approfondimento/dettaglio.asp?prop=infedele&amp;video=6786">trasmissione sulla crisi torinese</a>.</p>
<p>Quello che immagino in questo contesto è una <strong>comunità urbana </strong>con un suo linguaggio specifico. Sarà sempre più uno scambiarsi pensieri, idee e azioni in modo intelligente e solidale per superare i problemi comuni, sarà un modo di coltivare il nostro senso di appartenenza e d&#8217;essere più vicini agli altri. Vivere il quartiere, trovare collettivamente soluzioni sostenibili come il riciclaggio e lo sviluppo di servizi pubblici innovativi, fare ognuno piccoli gesti per ottenere grandi risultati, come abbassare la manopola del riscaldamento magari in cambio di incentivi, dialogare con i nostri vicini per scoprire dove e come fare acquisti migliori, saranno i primi passi per affrontare questa crisi ed essere parte attiva di una comunità sempre più urbana, solidale e civile.</p>
<p>L&#8217;idea di comunità urbana mi fa pensare al futuro in modo positivo.</p>
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