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	<title>La Bonafficiata</title>
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	<description>Portare le persone nel cuore delle aziende</description>
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		<title>IKEA e i tre paradossi del cliente servito. Storia di un fallimento</title>
		<link>https://www.bonafficiata.it/2014/05/ikea-e-i-tre-paradossi-del-cliente-servito-storia-di-un-fallimento/</link>
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		<pubDate>Sat, 24 May 2014 08:08:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano stravato</dc:creator>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[brand reputation]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo 8 mesi pubblico questo reportage di un acquisto all'IKEA come cliente servito, che però deve tornare a fare il cliente-fai-da-te per ottenere il servizio che ha pagato. Una storia che presenta molti aspetti che IKEA potrebbe senz'altro migliorare, anche semplicemente scegliendo di non erogare servizi che non è portata a dare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alpitour e i distributori di benzina ci hanno spiegato la differenza tra il <strong>Cliente servito</strong> e il <strong>Cliente fai-da-te</strong>. Negli anni abbiamo imparato a conoscere marchi che si sono distinti per la qualità del servizio e altri per la qualità del fai-da-te. Abbiamo anche imparato a riconoscere le occasioni in cui conviene scegliere l&#8217;uno o l&#8217;altro.</p>
<p>Ho voluto raccontare l&#8217;esperienza che Simona e io abbiamo avuto con IKEA, l&#8217;azienda multinazionale fondata in Svezia da Ingvar Kamprad, che vende mobili, complementi d&#8217;arredo e altra oggettistica per la casa, il cui motto è «To create a better everyday life for the many people». Obiettivo di questo reportage è  fissare bene in mente l&#8217;errore fatto. <strong>Non è possibile chiedere una serie di servizi aggiuntivi a un&#8217;azienda specializzata nel fai-da-te</strong>.</p>
<h2>##Racconto in sinetesi</h2>
<p>Non ho mai scritto un post così lungo, quindi faccio un breve riassunto. Questa storia racconta l&#8217;acquisto di 4 mobili. Per esperienza e per quanto promesso da Ikea sul proprio sito, il programma stabilito ci sembrava di semplice esecuzione. Ecco cosa prevedeva:</p>
<ol>
<li>Lunedì prima settimana: preventivo online dei 4 mobili.</li>
<li>Martedì: visita in negozio per trasformare il preventivo in ordine e richiedere in loco i servizi di Preparazione carrello, Trasporto espresso e montaggio.</li>
<li>Mercoledì: I mobili arrivano a casa e si prenota il montaggio (che è stabilito sia fatto entro max 6 giorni, dunque alla peggio martedì della seconda settimana).</li>
</ol>
<p>Simona ed io speravamo che il montaggio potesse avvenire un po&#8217; prima,  per potere avere casa pronta (magari!) già da domenica della prima settiman. Le cose non sono andate in questo modo. <span id="more-833"></span>Abbiamo avuto problemi sin dalla prima visita al negozio dell&#8217;Anagnina:</p>
<ol>
<li>abbiamo dovuto concludere l&#8217;acquisto all&#8217;altra IKEA, quella a Porta di Roma (più distante da casa, mai visitato prima);</li>
<li>il giorno della consegna mancavano 3 ante;</li>
<li>poiché il trasporto era incompleto, per molto tempo non abbiamo potuto prenotare il montaggio;</li>
<li>sono dovuto tornare nel negozio, perché i tentativi con il Contact center e i  messaggi su Twitter, non sono stati sufficienti ad aprire un canale di comunicazione che ci consentisse di capire cosa stesse succedendo</li>
<li>dopo la seconda visita al negozio e altre arrabbiature (per conoscere le quali c&#8217;è il racconto integrale), abbiamo ottenuto il montaggio per  giovedì della seconda settimana.</li>
<li>In ogni caso mancano ancora due ante che ci consegneranno non si sa di preciso alla fine della seconda o all&#8217;inizio della terza settimana.</li>
<li>Dovremmo prenotare noi il montaggio di queste due ante.</li>
</ol>
<p><strong>Simona ed io non pensiamo di tornare più da IKEA, per esigenze di questo tipo.</strong></p>
<h2>##Suggerimenti per IKEA</h2>
<p>Cosa non ha funzionato con IKEA? Se non avete tempo di leggere oltre 4500 parole spese per raccontare questa storia, vi spiego quali sono i problemi principali che abbiamo riscontrato come «clienti serviti». Vogliamo chiarire che siamo convinti dell&#8217;idea che il «cliente fai-da-te» di IKEA sarà sempre contento e soddisfatto. Se appartenete a questa specie orgogliosa e fiera, accogliete una mia bella pacca sulla vostra spalla, sono davvero felice per voi. Siete di quelli che affittano il furgone, che si caricano e scaricano una tonnellata di legna, che montano  4 mobili e una cucina e spendono serenamente  una settimana di ferie, come il tipo che abbiamo sentito mentre eravamo in fila al Trasporto espresso,  un dipendente IKEA che faceva tutto da sé «perché non si fida»&#8230; E noi che lo abbiamo preso in giro! <strong>Il «cliente fai-da-te» di IKEA è soddisfatto delle 4 viti che gli avanzano</strong>, «Perché alla fine avanza sempre qualche pezzo, si sa!». E poi alla fine il «cliente fai-da-te» fa un paio di viaggi tra casa sia e il  cassonetto del riciclaggio della carta più vicino per buttare una quantità infinita di cartone, che magari non entra nel cassonetto e si porta un taglierino per sezionarlo a dovere. Il «cliente fai-da-te»non avrà mai i problemi che abbiamo incontrato noi, che ripeto, forse abbiamo semplicemente sbagliato a chiedere a IKEA <strong>servizi che non per sua natura non è portata a dare</strong>.<br />
Ecco quello che per esperienza, secondo noi andrebbe messo a posto, cara IKEA, per fare contenti anche i «clienti serviti».</p>
<ol>
<li>[FACILE] Planner Pax, è un servizio gratuito comodo e veloce disponibile sul vostro sito. Sarebbe bello che dopo una ricerca sul motore di ricerca interno potessimo avere come risultato un link al planner e non l&#8217;elenco di tutti i prodotti della linea Pax.</li>
<li>[UTOPICO] Date solo servizi che funzionano bene perché  sono ben progettati e ci avete investito a sufficienza. Non fate pagare servizi che funzionano solo grazie alla buona volontà del cliente.  Il «cliente servito», secondo questa logica, continua ad avere una componente del «cliente fai-da-te» senza la quale non risolve i suoi problemi. In realtà il cliente avrebbe pagato per essere servito e riverito (come ogni cliente pretende, da che mondo è mondo). <strong>Un&#8217;ora del nostro tempo ha un valore e un costo che se aggiunti al vostro listino metterebbero i vostri prodotti fuori mercato</strong>.</li>
<li>[DIFFICILE, MA NON IMPOSSIBILE] Il vostro customer service funziona bene e ogni operatore è molto gentile, non c&#8217;è dubbio. Adesso dovreste solo gestire tutti i momenti di contatto con i vostri clienti in qualsiasi tipo di situazione (so che sapete come fare la gestione dei <em>touchpoint</em>). Imparate la differenza tra chi visita il vostro sito o negozio e si porta a casa due candele e chi acquista i vostri prodotti e servizi e spende un tot, magari  qualche migliaio di euro. Per i primi può andare bene il numero di telefono a pagamento che non dà risposte. Per i secondi <strong>trovo vergognoso non fornire un canale di contatto diretto</strong>. Un cliente che ha da dirvi qualcosa di importante, dopo tre tentativi in chat, è costretto a tornare di persona, a sue spese. Questo è segno di una supponenza sistemica che non conosce limiti.</li>
<li>[BANALE, MA FORSE IMPOSSIBILE] Aggiornate il vostro sistema di spedizioni. Nell&#8217;era in cui ogni collo è tracciato in tempo reale <strong>la gestione delle consegne con telefonate sui cellulari e codici scritti a penna su fogli svolazzanti che poi vanno persi si commenta da sola</strong>.</li>
</ol>
<h1>###L&#8217;IKEA LABIRINTO</h1>
<p>&nbsp;</p>
<h2>FASE 1. La scelta dei mobili e la pianificazione della visita in negozio</h2>
<p><span style="color: #808080;"><em>(Tempo stimato:</em> circa 4 ore per scegliere i prodotti, preparare la lista e controllare preventivi e disponibilità online. Inoltre un&#8217;ora per spostare gli scatoloni e sistemarli al meglio sul balcone)</span>.</p>
<p>Prima di andare al negozio più vicino Simona ed io abbiamo usato gli strumenti disponibili online per pianificare l&#8217;acquisto. Lunedì, nel tardo pomeriggio, verifichiamo la disponibilità dei prodotti e facciamo il preventivo. Poiché il peso complessivo di tutti i prodotti è di oltre 500 chili, decidiamo di acquistare anche i servizi di Preparazione carrello, Trasporto express e Montaggio.</p>
<p>Ovviamente il lavoro di preparazione non è finito. Facciamo spazio per consentire ai trasportatori di lasciare le scatole e ai montatori di fare il loro mestiere. La casa è già piena e abbiamo ancora alcuni scatoloni (che contengono libri e oggetti che finiranno negli armadi da montare). Per fare spazio ai mobili non abbiamo altra scelta che portare le scatole sul balcone, nella parte più coperta. Ci auguriamo che gli oggetti e soprattutto i libri non soffrano troppo: la carta potrebbero seccarsi e le rilegature rovinarsi, se si asciugano troppo di giorno o se si  inumidiscono troppo di notte. A malincuore sistemiamo gli scatoloni fuori e li proteggiamo con un  foglio di plastica grande e di buono spessore.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://farm6.staticflickr.com/5539/9575040303_3d1e6725aa.jpg" alt="01-scatole-libri" width="500" height="333" /></p>
<p><span style="color: #993300;"><strong>Tempo effettivo fase 1</strong>: rispettati i tempi stimati, in questa fase siamo veloci, anche grazie alla familiarità con il mondo IKEA online. Ad esempio, sappiamo che il modo più semplice per trovare sul sito il </span><a href="http://www.ikea.com/it/it/catalog/categories/departments/bedroom/tools/planner_pax" target="_blank"><span style="color: #993300;">planner del Pax</span></a><span style="color: #993300;">, sia usare la ricerca di </span><a href="https://www.google.com/search?q=pax+planner&amp;oq=pax+planner&amp;aqs=chrome.0.69i57j0l3j69i60l2.2047j0&amp;sourceid=chrome&amp;ie=UTF-8" target="_blank"><span style="color: #993300;">google</span></a><span style="color: #993300;">, che lo indicizza, mentre la ricerca di IKEA mostra l&#8217;elenco dei prodotti Pax, come se il planner non esista.</span></p>
<h2>FASE 2. La visita in negozio</h2>
<p><span style="color: #808080;"><em>(Tempo stimato:</em> 2 ore al massimo, spostamenti in auto compresi. È il 20 agosto, siamo a meno di 10 minuti di macchina dal negozio dell&#8217;Anagnina, abbiamo chiaro in testa cosa fare e sappiamo di non dovere fare file, perché siamo «incinti»:)).</span></p>
<p>Martedì in tarda mattinata arriviamo al negozio di Ikea Anagnina con l&#8217;idea di dare ancora un&#8217;occhiata dal vivo ai prodotti che abbiamo scelto, per avere una conferma. Per esempio abbiamo un dubbio per le ante del guardaroba Pax. Alla fine ci convincono le ante <a href="http://www.ikea.com/it/it/catalog/products/S49811611/" target="_blank">Birkeland</a> rispetto alle <a href="http://www.ikea.com/it/it/catalog/products/S79867729/" target="_blank">Bergsbo</a>, perché le prime ci sembrano più rifinite.</p>
<p>Quando arriva il nostro turno all&#8217;area dei Pax, Simona ha già ricreato il progetto dell&#8217;armadio con uno dei computer messi a disposizione (in realtà Simona lo ha dovuto creare due volte, perché nell&#8217;attesa il pc è andato in stand by e ha cancellato il primo progetto). La commessa è molto gentile, ci fa anche i complimenti per il progetto già pronto, lo ricontrolla accuratamente assieme a noi e poi aggiunge  i pezzi della libreria <a href="http://www.ikea.com/it/it/catalog/products/S49898261/" target="_blank">Billy</a> e le due cassettiere <a href="http://www.ikea.com/it/it/catalog/products/20247190/#/00247186" target="_blank">Hemnes</a>.<br />
Le cose procedono molto bene, siamo pronti per il passo successivo, chiedere di inserire nell&#8217;ordine anche i servizi di Preparazione carrello, Trasporto espresso e Montaggio.</p>
<p>Invece <strong>inizia il nostro calvario</strong>. La serenità e la fiducia che ci siamo portati da casa evaporano in un solo istante. Ikea Anagnina non ha  il servizio Preparazione carrello almeno dal 27 luglio, ci dice la gentilissima commessa, perché stanno facendo dei lavori di ristrutturazione. Peccato che Åke Ohlsson, lo store manager del negozio, non abbia pensato di aggiornare la <a href="http://www.ikea.com/it/it/store/roma_anagnina/page" target="_blank">pagina web</a> del suo sito con questa preziosa informazione! Se lo avessimo saputo dal giorno prima, saremmo andati direttamente all&#8217;altro negozio Ikea a Porta di Roma.  E in effetti e quello che adesso vorremmo fare. Peccato però che davanti a noi ci sia la gentilissima commessa. La quale ci pensa un attimo, ci chiede se non potremmo noi caricare il carrello (credo che in quel momento per lei Simona si è anche trasformata da gestante con la <em>panza</em> a Incredibile Hulk coi muscoloni verdi) e poi ci chiede di attendere un attimo. Ritorna con un foglio stampato. Possiamo fare il trasporto su appuntamento, ci consegnerebbero e monterebbero tutto tra 15 giorni. Simona ed io ci guardiamo attoniti. No, noi vorremmo sbrigarci in fretta. Sappiamo che il montaggio, se legato al trasporto espresso, va fatto entro 6 giorni. Questi 9 giorni in più non ci convincono, nonostante lo sconto che la commessa ci fa per portare il prezzo del trasporto su appuntamento al livello del trasporto espresso. Candidamente chiediamo se il problema della preparazione carrello sia comune a tutti i negozi Ikea o se, ad esempio a Porta di Roma, il servizio sia disponibile. La gentilissima commessa, senza mai perdere il sorriso, ci conferma che è un problema solo di Anagnina, ma che non sa se Porta di Roma faccia consegna al nostro CAP, nel nostro quartiere. A quanto pare, noi «apparteniamo» alla zona di competenza di Ikea Anagnina.</p>
<p>Ricapitoliamo le due informazioni, dateci da una fonte primaria, che ci stanno stravolgendo i piani:</p>
<ol>
<li>Il servizio Preparazione carrello non è disponibile e non lo sarà per molto ancora;</li>
<li>Porta di Roma non può consegnare nel nostro quartiere.</li>
</ol>
<p>Accidenti, che palle. No. Dobbiamo rimandare tutto di 15 giorni. Chiediamo conferma alla gentilissima commessa, che non perde mai il sorriso e ci sembra la persona più affidabile del mondo, dell&#8217;impossibilità di Porta di Roma di effettuare il trasporto espresso nel nostro quartiere. Si allontana, torna. Non sa cosa dire, non è sicura. «Ma voi pensate anche al trasporto su appuntamento e poi fatemi sapere».</p>
<p>E qui <strong>torna il «cliente fai-da-te». Se vai da IKEA lo diventi tuo malgrado. Ti devi arrangiare da solo per verificare informazioni che in qualsiasi altro negozio i titolari o i commessi ti darebbero con un sorriso più genuino, dovesse trattarsi anche di mandarti da un concorrente</strong>. Prendo l&#8217;iPhone e attivo la funzione Hotspot personale, accendo l&#8217;iPad che avevamo portato per potere leggere la lista dei prodotti da ordinare e vado sul sito di Ikea Porta di Roma. Controllo la lista dei CAP presso i quali fanno il trasporto espresso. Secondo uno standard IKEA, la lista è identica a quella di Anagnina, il nostro CAP è servito al mattino anche dal negozio di Porta di Roma. In un attimo ci crolla il mito della gentilissima commessa che non perde mai il sorriso. Adesso non ci sembra la persona più affidabile del mondo. Volgiamo lo sguardo verso di lei. È attorniata da un drappello, un famiglia intera. Sono tutti attorno al computer. La gentilissima commessa può tornare a vestire i panni dell&#8217;assistente affidabile ed esperta che aiuta a coronare i sogni dei propri clienti. Peccato che i nostri li abbia mandati in frantumi senza curarsi d&#8217;altro che di venderci qualcosa nel &#8220;suo negozio&#8221; dell&#8217;Anagnina.</p>
<p>Intanto Simona e io guadagniamo l&#8217;uscita, trovando il passaggio per i clienti che escono senza aver acquistato nulla. Sta dalla parte opposta rispetto alle scale che dovremo prendere. Siamo decisi a raggiungere Porta di Roma  in fretta, contiamo sul fatto che il preventivo sia pronto e che Simona è incinta e da Ikea danno sempre precedenza alle gestanti.</p>
<p>Certo in macchina ci metteremo altri venti minuti, più il tempo di trovare parcheggio, ma crediamo ancora di poter chiudere in fretta, forse aiutati dal fatto che ci lasciamo alle spalle un improvviso e violento temporale e andiamo verso un cielo più sereno, con un&#8217;aria che ci sembra più fresca.</p>
<p>Arriviamo, parcheggiamo. Il tempo vola. Abbiamo bisogno di familiarizzare con questo nuovo negozio. È più lontano da casa e non ci siamo ancora mai venuti. La prima impressione sembra buona, vedere gli stessi prodotti sistemati in un altro modo in qualche modo ci fa sentire di vivere un&#8217;esperienza nuova, che potrebbe darci qualche spunto in più. Restiamo fiduciosi e puntiamo un commesso, che però non appare gentilissimo e anzi, ci sembra che alla nostra vista perda subito il sorriso. Abbiamo capito che non può occuparsi del nostro preventivo perché lui si occupa solo del suo settore (divani). Andiamo rapidissimamente avanti. Due minuti e troviamo il gentilissimo commesso dell&#8217;area letti che appena ci vede sfodera il sorriso e ci dice prego, capisce di cosa abbiamo bisogno e si mette all&#8217;opera.</p>
<p>Abbiamo risolto, davvero. Tranne per il fatto che secondo lui le maniglie dobbiamo prenderle a parte perché non si possono spedire, mentre all&#8217;Anagnina questo dettaglio c&#8217;era sfuggito, ma &#8216;sti cavoli. Possiamo andare alle casse e avere tutto: 46 prodotti, la Preparazione carrello, il Trasporto espresso e il Montaggio. Un altro paio di file e abbiamo risolto la Fase 2. Le file le abbiamo fatte rapidamente, perché il personale di Ikea ha davvero un occhio di riguardo per  le mamme incinta.La cassiera ha <em>avvistato</em> Simona a 10 metri di distanza in mezzo alla folla e le ha fatto cenno di andare da lei immediatamente, suscitando la rabbia di qualche impaziente che aveva già esaurito le sue ultime energie psicofisiche.</p>
<p><span style="color: #993300;"><strong>Tempo effettivo: +2 ore (+100%) . </strong>Alla fine abbiamo fatto un altro giro per prendere alcuni piatti e bicchieri da mettere nel futuro mobile, dunque 90/120 minuti non preventivati. E poi da Anagnina avevamo anche mangiato un boccone, per riflettere sul da farsi a stomaco pieno, impiegando un&#8217;altra ora. Sulla strada del ritorno, vedere le lancette che segnano le 7 di sera ci fa sobbalzare. Eravamo usciti a mezzogiorno e mezza. E mancano ancora 30 minuti per varcare la soglia di casa. Siamo stati fuori 7 ore circa . È vero che abbiamo anche bighellonato, per fortuna: quasi due ore per fare il secondo giro e comprare piatti e bicchieri (di cui siamo contenti), un&#8217;ora per mangiare un boccone (per tanti motivi mal digerito, il ristorante ci ha delusi). Il 20 agosto IKEA  è pieno di gente e forse  abbiamo fatto una stima per difetto (2 ore). In ogni caso almeno 2 ore mancano all&#8217;appello. È il tempo speso con la gentilissima commessa, che senza mai perdere il sorriso ci confermava informazioni sbagliate che solo grazie al nostro &#8220;fai-da-te&#8221; abbiamo potuto verificare. È il tempo speso a decidere cosa fare. Quello speso in macchina sul Gran Raccordo Anulare uscendo dalla tempesta. Quello per trovare parcheggio. Quello per orientarsi e meravigliarsi nell&#8217;altro negozio Ikea che non avevamo mai visto.  Poco male, pensiamo. Avremmo dovuto essere più cinici e reattivi, rinunciare al secondo giro, non mangiare al ristorante. È anche un po&#8217; colpa nostra, pensiamo. In effetti abbiamo risolto. Accontentiamoci. E invece no. Il peggio deve ancora arrivare.</span></p>
<h2>FASE 3. La consegna a casa</h2>
<p><span style="color: #808080;"><em>(Tempo stimato: </em>purtroppo è impossibile fare stime precise. Bisogna preventivare <strong>mezza giornata</strong>. Il peggiore dei casi è che i trasportatori arrivino alle 12:59 e  impieghino 30-40 minuti per scaricare tutto. Ci auguriamo vengano prima per potere fare dei giri fuori casa, «in mattinata).</span></p>
<p>Il trasporto express ti dà una certezza. Nella fascia oraria collegata al tuo CAP, nel nostro caso la mattina tra le 8 e le 13, il carico arriva, con un preavviso di 30 minuti. A meno che non si vogliano fare aspettare i trasportatori, poiché siamo a Roma, questo preavviso non è sufficiente per chiedere un semplice permesso orario. Devi chiedere almeno mezza giornata di permesso e organizzarti qualcosa da fare in casa. Se avessimo acquistato nel negozio di Roma Anagnina avremmo potuto avere la quasi certezza di ricevere la merce nella prima mattinata, perché una volta l&#8217;addetto al trasporto ci ha spiegato che il nostro quartiere è tra i primi che servono. Poiché abbiamo dovuto rivolgerci a Porta di Roma, che sta dall&#8217;altra parte della città, non siamo molto ottimisti sull&#8217;orario d&#8217;arrivo dei trasportatori. Siamo in attesa dalle 8 del mattino e alle 12:25 non abbiamo ancora ricevuto la famosa telefonata di preavviso. Decidiamo di attivarci ancora una volta in modalità «fai-da-te» o meglio «aiutati-da-te». Non c&#8217;è verso di essere serviti, IKEA non pare gestire i propri ritardi con i clienti. Non ha un servizio tipo Traco, Bartolini, DHL, che traccia il tuo pacco. Non ha un sistema che automaticamente ti invia un SMS, se per caso la spedizione è ancora lontana da casa tua. Nessuno ti avvisa se si dovesse sforare la fascia oraria. <strong>IKEA si affida alla tua pazienza </strong>e al fatto che tu debba avere un&#8217;incrollabile fede in Lei. IKEA è per il «fai-da-te», già è tanto che ti portino anche i mobili. Come autodidatti e persone che fanno da sé, bisogna armarsi di pazienza.<br />
Io la <a href="http://youtu.be/oa4ymFfNVRk">pazienza</a> ce l&#8217;ho, ma la penso come il principe Antonio De Curtis, in arte Totò. E cerco in qualche modo di contattare Ikea per avere qualche spiegazione in merito a questo ritardo non giustificato.</p>
<p>Vi invito a cronometrare quanto tempo impiegate per riuscire a contattare una persona del servizio clienti IKEA, da casa vostra. A quanto pare IKEA ha qualche difficoltà a riprodurre la gentilissima commessa, che non perde mai il sorriso e sembra la persona più affidabile del mondo, in un contesto che non sia il negozio, ma casa tua. Anche se a disposizione potresti avere tanti canali di contatto: email, telefono, fax&#8230; Dopo qualche peripezia mi affido alla chat. Passa qualche minuto, un&#8217;operatrice mi risponde e si occupa del mio caso. In 6 minuti Antonella risolve il caso. Le bastano due mosse:  (1) «Stò provando a contattare i colleghi del negozio per sapere a che punto è la consegna» e (2) «La chiama direttamente il trasportatore, sul cellulare. Dovrebbe chiamarla adesso». Sono le 12:47. Dopo due minuti mi chiama il trasportatore e mi conferma:  «Sono a 2 chilometri da casa tua, in meno di dieci minuti arrivo, un cliente pensava che consegnassimo solo a lui, ci ha fatto aspettare sotto casa per un&#8217;ora».</p>
<p>I due trasportatori sono giovani, veloci, competenti. Hanno anche una fretta dannata, sono molto in ritardo sul ruolino di marcia. Sistemano ordinatamente i pacchi in due stanze, secondo le indicazioni che diamo loro. Sappiamo che per facilitare i  montatori conviene mettere le scatole nelle stanze in cui verranno montati i rispettivi mobili. Questo significa sacrificare per qualche giorno un paio di ambienti, ma rinunciare a qualche comodità ci pare davvero il minimo in occasioni come questa.</p>
<p>Simona ed io abbiamo preparato l&#8217;elenco dei prodotti acquistati per verificare che ci sia tutto e vorremmo controllare i pacchi uno ad uno. I trasportatori hanno un altro metodo. Loro vanno a numero totale di colli. Poggiano sempre le scatole nell&#8217;unico lato che non ha in  vista il codice prodotto, che è riportato su più lati. Sono sicuro che sia un semplice caso, ma questo significa che non c&#8217;è questo tipo di attenzione. È un lavoro che facciamo noi, mentre loro salgono e scendono occupandosi di arrivare al numero complessivo di colli. Lo facciamo perché la volta precedente, quando ordinammo la camera da letto, ci siamo trovati in casa un «pezzo» non nostro.</p>
<p>Purtroppo qui nasce il problema. I colli sono 43 e non 46. Mancano 3 ante. Due del guardaroba PAX e una della libreria Billy. Questo implica che non sia possibile prenotare il montaggio. Rischieremmo di avere i montatori e non i prodotti. Ma come, chiediamo, quanto tempo ci vuole perché ci consegnino queste ante? Poco, già domani ve le portano, sostiene il trasportatore. E allora perché non posso già chiamare il montaggio? Perché se dovesse accadere che il montatore viene prima che la spedizione dei tre colli mancanti sia completata, il montaggio delle restanti tre ante è a carico vostro che avete chiamato i montatori prima di avere tutti i prodotti. Questo è<strong> il primo paradosso del cliente servito da IKEA</strong>. Una fregatura perfetta. Non puoi fare nulla. «Aspettate che vi richiamano». Il trasportatore ci mostra la bolla dove è segnato a penna un codice vicino ai colli non trasportati.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://farm8.staticflickr.com/7401/9575040225_079e47d888.jpg" alt="02-bam" width="500" height="333" /></p>
<p><strong>Il codice BAM secondo lui significa che mi chiameranno al più presto per organizzare la consegna dei colli mancanti</strong>, in modo che io possa poi concordare il montaggio. Leggiamo in alto sulla bolla di trasporto che il numero di colli (46) è stato corretto a penna (43).</p>
<p>Rimaniamo sbigottiti, ma a quanto pare non abbiamo altra scelta. Non ci rimane che salutare i trasportatori, che vanno via di filato e devo rincorrerli per dare loro una piccola mancia.</p>
<p>Fissiamo alcune immagini.</p>
<ul>
<li>I colli ci sono stati recapitati di fretta e contati nel loro totale e non controllando uno a uno i prodotti.</li>
<li>I colli che mancano. Controlliamo online. Innrealtà oggi sono disponibili, o almeno così risulta sul sito.</li>
</ul>
<p>Ragioniamo rapidamente. Capiamo che il montaggio avviene entro 6 giorni dal trasporto, ma capiamo che sia sottinteso si tratti di trasporto &#8220;completo&#8221;. Comincia il pomeriggio. Ci chiama la ditta di montaggio alla quale raccontiamo la nostra storia. Ci confermano che: non possono aiutarci; <strong>se prenotiamo il montaggio e loro arrivano che i pezzi non ci sono, poi il secondo eventuale montaggio dobbiamo ripagarcelo</strong>. Le cose iniziano a diventare non belle. Inizi a sentire una sensazione sgradevole e non c&#8217;è nessun commesso gentile e col sorriso spianato che ti spiega cosa accade, perché e quando tutto si risolverà. Nel frattempo inizi a capire che nulla si risolverà così in fretta come <strong>Simona ed io avevamo sperato: acquisto martedì, consegna mercoledì, montaggio magari sabato mattina e domenica sera tutto sistemato</strong>. Va bene, possiamo ammettere di essere stati molto ottimisti, di avere pensato, ad agosto siamo di meno, però l&#8217;idea di non avere alcuna possibilità di programmare i nostri tempi inizia a farci arrabbiare.</p>
<p>Mi riconnetto alla chat alle 16 e 45. Spiego il problema e l&#8217;unica risposta che si ripete è: attenda un contatto dal negozio.</p>
<p>È chiaro che la fase Consegna a casa sia terminata. O meglio sospesa.</p>
<p><span style="color: #993300;"><strong>Tempo effettivo: una giornata intera (+100%)</strong>.  Se  n&#8217;è andata una giornata intera. Aspettando a casa. Cercando di capire come risolvere la mancata consegna. E per entrare in una fase che non abbiamo potuto prevedere.</span></p>
<h2><span style="font-size: 1.17em;">La fase X. L&#8217;attesa della telefonata del negozio.</span></h2>
<p>Cominciamo la giornata sapendo che le ante non arriveranno oggi. Immaginiamo che la consegna vada organizzata e che dal negozio  ci chiameranno. Ma non sapere quando questo accadrà è davvero fastidioso. La giornata di giovedì 22 agosto è una giornata bloccata, nella quale non capisci cosa accadrà e non sai come organizzarti. In qualche modo ti auguri che ti chiamino, organizzino una consegna urgente o in combinata con il montaggio per farti recuperare  un po&#8217; del tempo che il loro errore ti ha fatto perdere. Ma non accade nulla. Allora mi collego due volte in chat, una alle 10:47 e una all&#8217;una. Le operatrici mi dicono che stanno sollecitando il negozio, ma io continuo a non ricevere una telefonata. Alla fine una di loro si fa scappare un «Ma lei non può andare in negozio?». In quel momento mi arrabbio. Questo è<strong> il secondo paradosso del cliente servito da IKEA. </strong>Deve ritornare in negozio.</p>
<h2>La fase Y. Il cliente servito diventa cliente fai-da-te.</h2>
<p>Alle 16:30 di giovedì 22 agosto lascio la mia auto nei parcheggi di Ikea Porta di Roma. Non sono bastate le chat e i <a href="https://twitter.com/stetto/status/370470604282929153" target="_blank">tweet</a>.  Nessuno richiama dal negozio. Non posso incaponirmi. Tempo perso per tempo perso conviene prendere e andare al negozio. Anche se questo significa, calcoli di google maps alla mano, <strong>50 chilometri tra andata e ritorno,  circa 12€ di benzina e un altro pomeriggio buttato</strong>.</p>
<p>L&#8217;intuizione è corretta. Il servizio clienti di Ikea Porta di Roma al mio racconto casca dalle nuvole. Controllano a sistema le segnalazioni che dovrebbero essere arrivate dal customer care centrale (la chat, almeno) e non trovano nulla. Però <strong>Fabio del servizio clienti si illumina appena vede la sigla BAM che legge sul foglio che io gli ho portato</strong>. E si mette all&#8217;opera. Prende un carrello e va a recuperare i pezze che mancano, in men che non si dica, gentile, col sorriso meno spianato, ma più concreto. Prima che si allontani dal banco gli chiedo se può subito chiamare il montaggio e mettere una buona parola, per recuperare il tempo perduto. Mi dice, Sì certamente, appena torno lo facciamo.</p>
<p>Scompare per una decina di minuti. Chiamo Simona per raccontarle quanto accade. <strong>Non ci capacitiamo del fatto che nel 2013 il colosso mondiale IKEA gestisca le bolle di consegna con una biro</strong>. Da un breve scambio di battute tra Fabio e una sua collega sembrerebbe che colui che ha scritto BAM a penna non lo abbia «riportato a sistema», non abbia inserito questa informazione su un computer. Ecco perché il nostro caso non esiste e i nostri solleciti cadono nel vuoto, pensiamo. Nessuno ci avrebbe mai più richiamato o quanto meno sarebbe passato ancora del tempo. Alla fine il cellulare si scarica e dopo scopro di avere ricevuto una telefonata alle 18:36 da parte del Contact Center di Milano (quindi non del negozio) che in realtà ci chiamava non per le ante ma perché avevamo scritto su Facebook invece che rivolgerci al numero di telefono o alla chat.</p>
<p>Fabio ritorna. Un solo collo, piccolo. È l&#8217;anta della libreria Billy.  Le 2 ante dell&#8217;armadio Pax non ci sono. Online ne risultano 43, gli dico. Sì, 43, mi risponde, Risultano anche a me, ma è un errore d&#8217;inventario. Fabio trova quella che a suo avviso è comunque una buona soluzione. Organizzare una seconda spedizione e un secondo montaggio. Per noi, in effetti, un guardaroba che rimane qualche giorni senza ante è un problema minore di avere due ambienti inagibili e i libri sul balcone. Fabio chiede l&#8217;autorizzazione alla spesa alla sua responsabile e organizza tutto. A questo punto bisogna solo prenotare il montaggio, ho una certa premura e insisto. Fabio mi sorride tranquillo, mi dice che finisce una parte del lavoro e poi chiama. Si fanno le 17:25. Al montaggio nessuno risponde. Non preoccuparti, mi dice, Mando una email spiegando che ti diano massima priorità, vedrai che domattina alle 8:30 ti chiamano, oppure puoi chiamare tu, e fissare un appuntamento. Fabio ci mette un po&#8217; a organizzare l&#8217;uscita dell&#8217;anta che mi consegna a mano e per la quale  va emesso uno scontrino, che credo sia collegato all&#8217;acquisto che abbiamo già effettuato. E poi deve organizzare la seconda spedizione e il secondo montaggio. E qui mi precisa, a mio svantaggio:</p>
<ul>
<li>(1) che questa spedizione avverrà senza alcun preavviso, in una fascia oraria che va dalle 8 alle 18 e che i colli verranno lasciati al piano terra.<br />
(2) Che il montaggio non sarà contestuale al trasporto, ma dovrò nuovamente prenotarlo. Lui ha inserito tutto a sistema, ma se ho qualche problema, posso fare riferimento a un codice, che mi segna a penna (e daje, co&#8217; &#8216;sta penna).</li>
</ul>
<p><a class="tt-flickr tt-flickr-Medium" title="05-mac" href="http://www.bonafficiata.it/immagina/photo/9575039267/05-mac.html"><img class="alignnone" src="http://farm8.staticflickr.com/7319/9575039267_72e87df9f7.jpg" alt="05-mac" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Non ho parole, Come una spedizione senza alcun preavviso? chiedo. GLS (il nome del fornitore)  passa e se non vi trova lascia un biglietto con un recapito da chiamare sul vostro citofono. Ari-daje che dobbiamo sempre richiamare noi. Perfetto, penso. Davvero un ottimo servizio. Questo è<strong> il terzo paradosso del cliente servito da IKEA</strong></p>
<p><span style="color: #993300;">Conclusione fase Y. Mancano ancora 2 ante, la cui consegna è un mistero. Sappiamo che potrà avvenire il 1° o il 2 settembre e niente più. Non abbiamo una data per il primo montaggio, questo significa che non so per quanto tempo i nostri libri dovranno rimanere fuori a prendere sole di giorno e umido di sera e quando potremmo sbarazzarci degli scatoloni IKEA per avere <strong>i mobili che abbiamo ovviamente pagato in anticipo, martedì 20</strong>. </span></p>
<p><span style="color: #993300;">Deluso e senza parole torno a casa. Quando apro la porta trovo ingresso e stanza occupati dagli scatoloni.</span></p>
<p><a class="tt-flickr tt-flickr-Medium" title="04-ingresso-occupato" href="http://www.bonafficiata.it/immagina/photo/9575040809/04-ingresso-occupato.html"><img class="alignnone" src="http://farm8.staticflickr.com/7440/9575040809_86ba2c3ed0.jpg" alt="04-ingresso-occupato" width="500" height="333" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Medium" title="03-stanza-occupata" href="http://www.bonafficiata.it/immagina/photo/9575039919/03-stanza-occupata.html"><img class="alignnone" src="http://farm6.staticflickr.com/5506/9575039919_3565822856.jpg" alt="03-stanza-occupata" width="500" height="333" /></a></p>
<h2>Finale aperto.</h2>
<p>Il giorno dopo abbiamo dovuto chiamare noi i montatori. La mail di Fabio, a quanto pare, non ha sortito alcun effetto e alle ore 10 ho preso il telefono (sono piccoli costi anche questi, sempre perché dovremmo essere «clienti serviti»). Il montaggio è possibile solo mercoledì, ovviamente l&#8217;unica data in cui siamo noi a non essere disponibili. Il montaggio slitta a venerdì pomeriggio. Tombola. In teoria, poiché la consegna è avvenuta di mercoledì, il giorno ultimo per il montaggio, come da promessa Ikea, sarebbe dovuto essere il lunedì o il martedì, insomma loro scrivono sul sito che il «servizio montaggio (viene) eseguito entro 6 giorni dal trasporto». <strong>Perdiamo altri 3 giorni</strong>, con il rischio che se qualcosa va storto di venerdì sera (esempio cassettiera rotta, c&#8217;è successo con la camera da letto), arriviamo pure al sabato. Pensiamo che siamo arrivati vicini al lunedì 2 settembre, giorno dell&#8217;eventuale trasporto su appuntamento con montaggioche ci aveva proposto la prima commessa. In effetti ad oggi quella soluzione sembra la migliore, quella davvero per il «cliente servito». Non avremmo avuto stanze inagibili e libri all&#8217;esterno per tanto tempo, forse non ci saremmo dovuti occupare di nulla.</p>
<p>C&#8217;è da dire che grazie ai miei tweet e all&#8217;intervento di una responsabile del servizio clienti di Milano, Simona e io abbiamo guadagnato 24 ore. Il montaggio avverrà giovedì mattina. Nel frattempo abbiamo raccontato in giro queste nostre disavventure e ne abbiamo guadagnato qualche utile consiglio. Abbiamo messo delle coperte di lana attorno agli scatoloni coi libri.</p>
<h2>L&#8217;ultima domanda</h2>
<p>Ma perché su ogni collo c&#8217;è un&#8217;etichetta con il mio nome e cognome con un progressivo che arriva fino a 46?</p>
<p><a class="tt-flickr tt-flickr-Medium" title="06-etichetta" href="http://www.bonafficiata.it/immagina/photo/9576939459/06-etichetta.html"><img class="alignnone" src="http://farm8.staticflickr.com/7434/9576939459_76957b1901.jpg" alt="06-etichetta" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Da qualche parte, nei sistemi informativi IKEA, l&#8217;informazione che mancassero alla mia consegna 3 colli doveva pure esserci. E invece ci è parso che fosse solo sul foglio di carta in mio possesso (la famigerata scritta BAM). E allora perché in chat non sapevano di cosa parlassi? Perché quando sono arrivato in negozio fabio ha faticato tanto a ricostruire l&#8217;arcano e s&#8217;è orientato solo quando ha visto il foglio con scritto BAM? La risposta, forse, sta nella corretta gestione di queste etichette&#8230;</p>
<h2>Post scriptum</h2>
<p>Nel frattempo attorno agli scatoloni sul balcone abbiamo messo non una ma tre coperte di lana. Aggiungeremo anche le spese di tintoria per lavare le coperte. Inoltre questa sera danno tempestae allora abbiamo circondato la pila di scatole con qualsiasi cosa: sedie,  materassini di gomma tenuto da sdraio, un mini biliardino. Ci siamo sentiti un po&#8217; come MacGyver. Il maestro del fai-da-te.</p>
<p><a class="tt-flickr tt-flickr-Medium" title="07-doppia-protezione" href="http://www.bonafficiata.it/immagina/photo/9587035212/07-doppia-protezione.html"><img class="alignnone" src="http://farm8.staticflickr.com/7450/9587035212_a7e1cbd063.jpg" alt="07-doppia-protezione" width="500" height="462" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sindaco Marino, fatti aggiustare la città da noi che la usiamo</title>
		<link>https://www.bonafficiata.it/2013/10/sindaco-marino-fatti-aggiustare-la-citta-da-noi-che-la-usiamo/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Oct 2013 07:30:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano stravato</dc:creator>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[comunità urbana]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro di squadra]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Non siamo l&#8217;unico caso di utenti che conoscono il prodotto meglio dell&#8217;azienda che lo produce. Ma in questo caso tra noi ci sono molti, ma molto più esperti, appassionati e volenterosi fuori che dentro l&#8217;aziende (piene, tranne alcune rare eccezioni,  di inetti, menefreghisti e irresponsabili). Sindaco, ci lasci aggiustare questa città. Oggi sono arrivato in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non siamo l&#8217;unico caso di utenti che conoscono il prodotto meglio<br />
dell&#8217;azienda che lo produce. Ma in questo caso tra noi ci sono molti,<br />
ma molto più esperti, appassionati e volenterosi fuori che dentro l&#8217;aziende (piene, tranne alcune rare eccezioni,  di inetti, menefreghisti e irresponsabili).</p>
<p>Sindaco,<br />
ci lasci aggiustare questa città.</p>
<p>Oggi sono arrivato in ufficio con 45 minuti di ritardo. E sono<br />
impresentabile per quanto ho sudato.<br />
Ho scritto questo post nella tratta Cavour Garbatella<br />
della metro B. Di solito salgo a Termini dopo aver fatto il cambio con<br />
la metro A, che prendo al Quadraro.</p>
<p>Sindaco,<br />
sei circondato da incapaci. Siamo più bravi noi. Noi che poi<br />
valutiamo – un giorno sì e l&#8217;altro pure – se andare a lavorare a Londra,<br />
Berlino o Copenaghen.</p>
<p>Oggi un suo dipendente inetto ha pensato bene di annunciare solo a<br />
Vittorio Emanuele che la fermata di Termini della Metro A era chiusa.<br />
<a href="http://www.bonafficiata.it/wp-content/uploads/2013/10/foto.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-921" title="Folla di persone che da Termini si spostano a piazza delle Repubblica" src="http://www.bonafficiata.it/wp-content/uploads/2013/10/foto-300x224.jpg" alt="Piazza della Repubblica, panico!" width="300" height="224" /></a></p>
<p><span id="more-919"></span>Alle volte noi viaggiatori pendolari siamo tempestati di annunci<br />
inutili e di impossibili brani musicali emessi dagli altoparlanti. Questa mattina nessuno a pensato di avvisare per tempo.<br />
Nel mio caso, sarei sceso a San Giovanni e avrei preso con calma il<br />
714.<br />
Invece no. Sono stato su un treno che proseguiva con lentezza<br />
esasperante sulla linea probabilmente rallentata proprio a causa<br />
della sorpresina riservata a tutti i viaggiatori diretti a Termini.<br />
Sorpresa svelata solo una volta giunti alla fermata di Vittorio Emanuele. E cioè troppo tardi per pensare a un&#8217;alternativa intelligente.</p>
<p>Sono sceso a piazza della Repubblica. Ho visto camionette della<br />
polizia e ho visto una quantità incredibile di gente arrivare da<br />
Termini. Ho provato grande solidarietà per le persone che tentavano di<br />
risalire il flusso che si inabissava a Repubblica. Erano persone<br />
in ansia e difficoltà fisica evidenti. Avevano grandi valigioni e<br />
probabilmente stavano perdendo il loro treno.<br />
Sindaco,<br />
lei e i dirigenti degli enti che dal comune dipendono, avete noi persone<br />
comuni, cittadini, professionisti e turisti sulla vostra coscienza e<br />
dovete vergognarvi per la mattinata di disagio che ci avete procurato.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">Ovviamente a disagio si aggiunge disagio. Avevo deciso di andare a</span><br />
<span style="color: #808080;"> prendere la metro B alla fermata di Cavour. Quando ho visto il 714 che</span><br />
<span style="color: #808080;"> scendeva per via Cavour ho allungato il passo e ho fatto una corsa</span><br />
<span style="color: #808080;"> come ai bei tempi. Col computer, l&#8217;impermeabile e tutto il resto. Giro il</span><br />
<span style="color: #808080;"> collo passando tra le macchine e controllo che il 714 non mi superi.</span><br />
<span style="color: #808080;"> Scende piano. Attraverso col rosso, il 714 arriva al semaforo e si</span><br />
<span style="color: #808080;"> ferma. Corro per il piazzale di Santa Maria Maggiore per arrivare alla</span><br />
<span style="color: #808080;"> fermata. Giro l&#8217;angolo e il 714 scompare alla mia vista. Passa un</span><br />
<span style="color: #808080;"> minuto, passano due minuti. Ne passano tre. Mi allontano</span><br />
<span style="color: #808080;"> dalla fermata per torntare indietro e cercare il bus.  Il 714 è fermo al</span><br />
<span style="color: #808080;"> semaforo. Vedo solo la parte superiore. Aspetto altri 30 secondi. Mi</span><br />
<span style="color: #808080;"> pare il semaforo sia verde. Altre auto passano. Nel frattempo il</span><br />
<span style="color: #808080;"> sudore si asciuga addosso grazie a un delizioso venticello umido.</span><br />
<span style="color: #808080;"> C&#8217;è una fontanella. Ne approfitto per rinfrescare le mani e bere un</span><br />
<span style="color: #808080;"> sorso. Mi sporgo ancora, scendendo di altri 10 passi. Il 714 è fermo</span><br />
<span style="color: #808080;"> per un guasto, ha messo le quattro frecce. </span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Quando Luke incontra Yoda, l&#8217;importanza di rivelarsi al momento giusto</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Sep 2013 11:28:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano stravato</dc:creator>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[incontri]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><script src="http://player.ooyala.com/player.js?embedCode=l1NzF4NTo9hNthNdYRBO7sF3Fb5kLowR&#038;playerBrandingId=d22898e330b546cb88ac46af02ded726&#038;width=500"></script></p>
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		</item>
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		<title>Riforme costituzionali. Puoi dare voce ai tuoi pensieri fino all&#8217;8 ottobre, partecipa.</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Sep 2013 14:02:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano stravato</dc:creator>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[comunità urbana]]></category>
		<category><![CDATA[impegno civile]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho stampato il questionario per portarlo a casa e capire bene di cosa si tratta. C&#8217;è anche il video, che ha poche views, aumentiamole. Intanto sento l&#8217;obbligo di diffondere tra i cittadini!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="480" height="360" src="//www.youtube.com/embed/ZSOESLTykpI" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><a href="http://www.partecipa.gov.it/"></a>Ho stampato il questionario per portarlo a casa e capire bene di cosa si tratta. C&#8217;è anche il <a href="http://youtu.be/ZSOESLTykpI">video</a>, che ha poche views, aumentiamole. Intanto sento l&#8217;obbligo di diffondere tra i cittadini!</p>
<p><a href="http://www.partecipa.gov.it/"><img class="aligncenter size-full wp-image-903" title="partecipa.gov.it" src="http://www.bonafficiata.it/wp-content/uploads/2013/09/partecipa.gov_.it_.png" alt="" width="369" height="525" /></a></p>
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		<title>Parole inutili al brand</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Sep 2013 07:20:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano stravato</dc:creator>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[slogan inutuli]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri mattina, Rodrigo Albesano, ha postato su facebook due immagini diverse ma con lo stesso slogan forward thinking. Ad usarlo come sappiamo sono state la Apple, qualche giorno fa, in occasione del lancio dell&#8217;Iphone 5S e la Fiat, nel 2001, per la Stilo (un breve  articolo di Quattroruote racconta la campagna di lancio internazionale da 200 miliardi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri mattina, <a href="http://www.linkedin.com/pub/rodrigo-albesano/4/639/a2">Rodrigo Albesano</a>, ha postato su facebook <a title="Visibili ai suoi amici su Facebook!" href="https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10151647960358379&amp;set=a.308554448378.144210.751918378">due immagini </a>diverse ma con lo stesso slogan <em>forward thinking.</em></p>
<p>Ad usarlo come sappiamo sono state la Apple, qualche giorno fa, in occasione del lancio dell&#8217;Iphone 5S e la Fiat, nel 2001, per la Stilo (un breve  <a href="https://www.quattroruote.it/notizie/industria/campagna-da-200-miliardi-fiat-stilo">articolo di Quattroruote</a> racconta la campagna di lancio internazionale da 200 miliardi di vecchie lire – alla quale hanno lavorato gli ex colleghi di BGS D&#8217;Arcy, acquisita poi da Leo Burnett).</p>
<p>Da un&#8217;azienda come Apple mi immagino che sviluppo idee solo ed esclusivamente in un&#8217;ottica di  <em>forward thinking</em>, da quando è stata fondata. Trovo banale usare questa espressione per il lancio di un prodotto. Mi sembra non aggiunga valore all marca, né stimoli  l&#8217;hipster o il manager curioso o lo smanettone.</p>
<p>Questa storia mi fa pensare a quei manager che quando pensano agli slogan non riescono a rinunciare alla parola <em>nuovo </em>o <em>nuova. </em>Oppure che usano la formula «nuovo + nome» per  lanciare una versione successiva dello stesso prodotto (facelift, redesign, release).</p>
<p>Sarebbe bello curare una rubrica delle parole che non aggiungono valore al brand e anzi, gli tolgono inutilmente spazio.</p>
<p><a href="http://www.bonafficiata.it/wp-content/uploads/2013/09/Fiat_Stilo2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-895" title="Fiat_Stilo" src="http://www.bonafficiata.it/wp-content/uploads/2013/09/Fiat_Stilo2.jpg" alt="" width="500" height="111" /></a></p>
<p>PS: sarò di parte. Però secondo me per la Fiat, questa campagna fatta nel 2001 aveva un grande senso, è stato un peccato che l&#8217;azienda non abbia saputo starci dietro e il prodotto sia stato sostituito nel 2007 dalla Bravo. Così ha voluto il destino. Per consentirmi di lanciare il primo blog automotive d&#8217;Europa, Quellichebravo.it, il 19-12-2006, insieme a un sacco di belle persone&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.google.com/search?q=blog+quellichebravo"><img class="aligncenter size-full wp-image-897" title="Raccontare la nascita di un’auto | Quelli che Bravo" src="http://www.bonafficiata.it/wp-content/uploads/2013/09/Raccontare-la-nascita-di-un’auto-Quelli-che-Bravo.png" alt="" width="500" height="514" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Notizie e carrozze. Il futuro del giornalismo italiano, dopo un tweet</title>
		<link>https://www.bonafficiata.it/2013/05/notizie-e-carrozze-il-futuro-del-giornalismo-italiano-dopo-un-tweet/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 May 2013 16:22:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano stravato</dc:creator>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho letto un tweet relativo a un nuovo incarico di un tale presso una prestigiosa rivista italiana. 140 caratteri che uniscono auguri personali a una notizia utile per chi come me se l&#8217;era persa. Ottimo. Immagazzino la notizia e vado avanti. Qualcosa non torna. Ci ripenso. Formalmente il tweet è sbagliato. La rivista è italiana, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto un tweet relativo a un nuovo incarico di un tale presso una prestigiosa rivista italiana. 140 caratteri che uniscono auguri personali a una notizia utile per chi come me se l&#8217;era persa. Ottimo. Immagazzino la notizia e vado avanti. Qualcosa non torna.<br />
Ci ripenso. Formalmente il tweet è sbagliato. La rivista è italiana, ma anche globale. Ha un profilo twitter globale e poi quelli locali. Chi ha scritto gli auguri ha usato l&#8217;italiano e menzionato il profilo globale. L&#8217;errore secondo me sta qui. Poca roba, davvero. Però è stato commesso da un giornalista che ha un ruolo importante.</p>
<p>Questo piccolo incidente mi ha fatto tornare su una riflessione che vorrei qui condividere. Il problema è una generazione di giornalisti non nativi digitali che ha  troppe difficoltà con questa &#8220;novità&#8221; dell&#8217;informazione digitale.</p>
<p>Il tema non sono i giornali, di carta o digitali, ma l&#8217;informazione. Faccio un parallelo con la mobilità. Quante società ferrotranviarie hanno saputo interpretare il nuovo paradigma della mobilità investendo nell&#8217;automobile? Quanti ingegneri della Ford o della Fiat, all&#8217;inizio del secolo scorso, venivano dal mondo del trasporto su rotaia?</p>
<p>La domanda cruciale è capire chi ci fornirà le notizie in futuro. Io credo che per il lettore la fonte perderà importanza. Auto o treno, bici o tram, l&#8217;importante è arrivare a destinazione. Testata storica o aggregatore di news, dove andrò a cercare con fiducia le notizie domani? Quali testate sapranno rinnovarsi, reinventarsi e quante soluzioni invece arriveranno da formule completamente nuove? In questo scenario non abbiamo locomotive, carrozze e automobili, ma persone che hanno scelto, come mestiere, quello di informarci. Il parallelo diventa complicato.</p>
<p>Io, nel frattempo, ho scoperto che vado sempre meno sulle &#8220;testate&#8221; e sempre più sugli aggregatori. E voi (soprattutto voi che tornate da Perugia)? </p>
<p>Aggiunta del 7 maggio. Muore Andreotti. Ecco i Tag usati da un noto quotidiano nazionale: morte giulio andreotti,  morte andreotti,  giulio andreotti dies,  giulio andreotti dead,  Giulio Andreotti death,  giulio andreotti. Anche qui, tag in inglese per un articolo in italiano.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;usabilità, secondo Raffaella</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Apr 2013 10:12:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano stravato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Raffaella Roviglioni ha tenuto un webinar super apprezzato per architecta, la Società italiana di Architettura dell&#8217;informazione: UsabilitABC, capire e progettare artefatti usabili. Raffaella ha pubblicato le slide e aggiunto lo speech nota per nota. Ho così potuto recuperare agevolmente l&#8217;ottima lezione (me l&#8217;ero persa!). Non lasciatevi sfuggire questa presentazione, è davvero preziosa. UsabilitABC Raffaella Roviglioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://roviglioni.it">Raffaella</a> Roviglioni ha tenuto un webinar super <a href="https://twitter.com/search?q=%23usabilitABC&#038;src=hash">apprezzato</a> per <a href="http://www.architecta.it/imparare/calendario-webinar/">architecta</a>, la Società italiana di Architettura dell&#8217;informazione: UsabilitABC, capire e progettare artefatti usabili.<br />
Raffaella  ha pubblicato le slide e aggiunto lo <em>speech</em> nota per nota. Ho così potuto recuperare agevolmente l&#8217;ottima lezione (me l&#8217;ero persa!).<br />
Non lasciatevi sfuggire questa presentazione, è davvero preziosa.</p>
<p><iframe src="http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/18675152" width="427" height="356" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" style="border:1px solid #CCC;border-width:1px 1px 0;margin-bottom:5px" allowfullscreen webkitallowfullscreen mozallowfullscreen> </iframe>
<div style="margin-bottom:5px"> <strong> <a href="http://www.slideshare.net/raffiro/usabilitabc-raffaella-roviglioni-per-architecta" title="UsabilitABC Raffaella Roviglioni per Architecta" target="_blank">UsabilitABC Raffaella Roviglioni per Architecta</a> </strong> from <strong><a href="http://www.slideshare.net/raffiro" target="_blank">Raffaella Roviglioni</a></strong> </div>
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		<title>Tag con la data di scadenza (countdown tag)</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Apr 2013 22:36:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano stravato</dc:creator>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[buone idee]]></category>
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		<description><![CDATA[I tag sono metadati semplici ed efficaci: descrivono un oggetto digitale (notizia, foto, video&#8230;) e ne consentono la sua ricerca o organizzazione all&#8217;interno di sistemi complessi di informazioni.  L&#8217;atto di associare uno o una serie di tag a un  oggetto &#8211;  meglio a piece of information per dirla con wikipedia - di solito avviene durante la creazione dell&#8217;oggetto stesso. Tag [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I <em>tag </em>sono <strong>metadati semplici</strong> ed efficaci: descrivono un oggetto digitale (notizia, foto, video&#8230;) e ne consentono la sua ricerca o organizzazione all&#8217;interno di sistemi complessi di informazioni.  L&#8217;atto di associare uno o una serie di tag a un  oggetto &#8211;  meglio <em>a piece of information</em> per dirla con <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tag_(metadata)" target="_blank">wikipedia</a> - di solito avviene durante la creazione dell&#8217;oggetto stesso. Tag si possono aggiungere o sottrarre successivamente, su queso non ci piove. Però, per quanto mi riguarda,  questa è un&#8217;operazione artigianale, che faccio successivamente se ho il bisogno di “aggiustare” al meglio una serie di pezzi affinché soddisfino esigenze specifiche.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><a title="Countdown 3 by jovike, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/jvk/4415736/"><img src="http://farm1.staticflickr.com/3/4415736_439216a3ef.jpg" alt="Countdown 3" width="500" height="375" /></a><p class="wp-caption-text">By jovike John Keogh http://www.flickr.com/photos/jvk/</p></div>
<p>Quello che mi è successo oggi mi fa pensare che alle volte <strong>i tag potremmo programmarli </strong>con una data di scadenza che ci permetterebbe di decidere quando farli sparire da aree di senso che debbono accogliere <em>pezzi </em>più freschi, e dunque più utili a chi cerca e naviga. Mi spiego meglio.<br />
<span id="more-796"></span><br />
Oggi ricevo la mail di un collega che  mi segnala un refuso alla pagina tal dei tali.<br />
In un minuto scarso controllo, trovo l&#8217;errore e correggo.<br />
Però un dettaglio coglie la mia attenzione: quel contenuto ha 14 mesi. Sono ammirato. “Come mai Giuseppe (nome di fantasia) s&#8217;è imbattuto in una pagina tanto antica?”. Cerco la risposta e la mente indaga. Faccio l&#8217;errore di non alzare il telefono o scrivere una mail per chiedere. Penso al servizio promosso dall&#8217;articolo e lo sguardo si posa sui suoi <em>tag</em>. Ecco il lampo. Alcuni tag creano i legami semantici che tengono a galla questa pagina che ha  un sacco di pezzi d&#8217;informazione scaduti a dicembre dell&#8217;anno scorso. I termini per la fruizione del servizio vengono rinnovati ogni anno e al 1° gennaio i pezzi dell&#8217;anno prima chiudono il loro ciclo vita. Sono sostituiti da quelli nuovi, gli unici validi a tutti gli effetti con l&#8217;anno nuovo. L&#8217;insieme di istruzioni per l&#8217;uso, di allegati e moduli da compilare dell&#8217;anno prima non hanno più senso per il visitatore del sito che ha bisogno esclusivamente delle informazioni aggiornate. Quello che mi ha colpito non è che Giuseppe abbia trovato il refuso, ma che abbia letto una news stagionata 14 mesi, quando c&#8217;era quella più aggiornata. Forse lui aveva bisogno di fare un confronto e sono contento che abbia trovato ciò di cui aveva bisogno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ho rifatto il percorso come fossi una Persona che oggi, con l&#8217;anno nuovo,  ha bisogno dell&#8217;informazione aggiornata sul servizio specifico. Ho trovato anche la «pagina di Giuseppe», quella stagionata 14 mesi. L&#8217;articolo vecchio riporta chiaramente  l&#8217;anno anche nel titolo, ma se dalla lista cliccassi quel contenuto, potrei cadere in inganno. Sono di fronte a un <em>pezzo vecchio</em>, inutile e potenzialmente dannoso. Un pezzo vecchio in mezzo ai <em>pezzi nuovi</em>. In un sito giovane c&#8217;è equilibrio tra contenuti nuovi e vecchi. In un sito che ha 5 anni il pezzo vecchio è retrocesso, ma dobbiamo sapere che rimane lì con i suoi tag pronto a rubare la nostra scarsa attenzione alla  prima ricerca o navigazione. Bisogna trasformare questa  consapevolezza  in qualcosa di utile.</p>
<p>Mettiamo la data di scadenza ai tag. Magari riusciamo a evitare che alcuni portali diventino con il tempo splendidi labirinti di senso.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La cassetta degli attrezzi UXd, per il web marketing manager</title>
		<link>https://www.bonafficiata.it/2013/03/la-cassetta-degli-attrezzi-uxd-per-il-web-marketing-manager/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Mar 2013 16:58:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano stravato</dc:creator>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[information architecture]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[web marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri sera ho tenuto il secondo seminario di Architecta, la Società italiana di Architettura dell&#8217;Informazione. La prima puntata, condotta da Rainwiz, era sul responsive content. Io mi sono occupato della relazione tra UXd e marketing e ho provato a capire quali sono gli strumenti e i deliverable che un web marketing manager può prendere dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sera ho tenuto il secondo seminario di <a href="http://www.architecta.it/">Architecta</a>, la Società italiana di Architettura dell&#8217;Informazione.<br />
La prima puntata, condotta da <a href="http://twitter.com/rainwiz">Rainwiz</a>, era sul <a href="http://www.rainwiz.com/2013/03/06/trascrizione-e-riferimenti-del-webinar-ia-responsive-content-strategy/">responsive content</a>.<br />
Io mi sono occupato della relazione tra UXd e marketing e ho provato a capire quali sono gli strumenti e i <em>deliverable</em> che un web marketing manager può prendere dalla cassetta degli attrezzi di uno User eXperience designer.<br />
Per capire meglio quali argomenti trattare e come ho fatto vera e propria (magari, meglio una sorta di!) <em>user research</em>. Dieci giorni prima del webinar ho somministrato un questionario all&#8217;aula.<br />
II risultati sono stati utili sia per costruire i <em>deliverable</em>, ad esempio le Personas, sia per individuare le aree del web marketing che gli iscritti avevano più a cuore. Eccole:</p>
<ul>
<li>social media management</li>
<li>lead management</li>
<li>change management</li>
</ul>
<p>Il campo di interesse si è dunque allargato, toccando argomenti come il marketing di prodotto e l&#8217;organizzazione aziendale.<br />
Non è stato facile tenere tutto insieme in 45 minuti e alla fine non ho potuto rispondere a tutte le domande.<br />
Ho dato ancora un ritocco alle note della presentazione perché l&#8217;esposizione risulti più chiara.<br />
Fatemi sapere cosa ne pensate e fate pure le vostre domande.</p>
<p><iframe src="http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/17753056?startSlide=9" width="512" height="421" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" style="border:1px solid #CCC;border-width:1px 1px 0;margin-bottom:5px" allowfullscreen webkitallowfullscreen mozallowfullscreen> </iframe>
<div style="margin-bottom:5px"> <strong> <a href="http://www.slideshare.net/architectaIA/webinar-stetto20" title="Come diventare un web marketing manager migliore, grazie allo UXd " target="_blank">Come diventare un web marketing manager migliore, grazie allo UXd </a> </strong> from <strong><a href="http://www.slideshare.net/architectaIA" target="_blank">architectaIA</a></strong> </div>
<p>PS: Questa presentazione comincia dalla slide 9, se volete godervi anche il <em>prequel</em> dovete tornare alla prima slide!<br />
PPS: dimenticavo di ringraziare tutte le persone implicitamente o esplicitamente citate durante il webinar e il team di UXd che mi ha aiutato a preparare il webinar, fotografato durante il consueto progress mattutino.<br />
<a href="http://www.bonafficiata.it/immagina/photo/8474712747/standup-meeting-agile-uxd-starwars-heroes-master-yoda-darth-r2-d2-imperial-stormtrooper.html" class="tt-flickr tt-flickr-Medium" title="#Standup meeting #agile #uxd #starwars heroes  master Yoda, Darth, R2-D2, imperial stormtrooper"><img class="aligncenter" src="http://farm9.staticflickr.com/8505/8474712747_70f94eb78f.jpg" alt="#Standup meeting #agile #uxd #starwars heroes  master Yoda, Darth, R2-D2, imperial stormtrooper" width="500" height="500" /></a> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>La crisi, l&#8217;innovazione e il commercio tasca a tasca! (via @umbex)</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Mar 2013 15:31:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano stravato</dc:creator>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno di quegli articoli  freschi e sintetici che fotografano un passaggio importante e che consiglieresti di leggere ad un amico. H-Farm di Roncade, la manifattura hi-tech «Il mondo si sta trasformando grazie agli oggetti che ormai abbiamo, tutti, in tasca. Compreso il commercio: negli anni Ottanta andavi dal casoin (il negozio di alimentari, ndr) che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno di quegli articoli  freschi e sintetici che fotografano un passaggio importante e che consiglieresti di leggere ad un amico.<br />
<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2013-03-19/hfarm-roncade-manifattura-hitech-090215.shtml" target="_blank">H-Farm di Roncade, la manifattura hi-tech</a></p>
<p>«Il mondo si sta trasformando grazie agli oggetti che ormai abbiamo, tutti, in tasca. Compreso il commercio: negli anni Ottanta andavi dal casoin (il negozio di alimentari, ndr) che ti conosceva, sapeva i tuoi gusti, ti suggeriva il prodotto nuovo da assaggiare. Poi è arrivata la grande distribuzione, si è allargata l&#8217;offerta, ma la qualità dell&#8217;esperienza utente è crollata, è diventata impersonale. Internet e smartphone possono farla ritrovare, perché le nuove tecnologie ti riconoscono, ti seguono. Questo significa cambiare l&#8217;intera dimensione del commercio, il ruolo dei negozi e di chi ci lavora, la filiera delle consegne a domicilio, e non è un caso se Google ha appena investito in BufferBox, una compagnia nata per facilitare le consegne».</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><a title="Time of Grwoth by julpi, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/julpi/5410789908/"><img src="http://farm6.staticflickr.com/5255/5410789908_57c3f67f53.jpg" alt="Time of Grwoth" width="500" height="375" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Julpi rilasciata sotto licenza CC | http://www.flickr.com/photos/julpi/5410789908/</p></div>
]]></content:encoded>
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