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	<title>bonafficiata &#187; crisi</title>
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	<description>Il blog di stetto. Curioso dei posti dove hanno inizio le storie.</description>
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		<title>La stoffa del leader</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 10:34:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stetto</dc:creator>
				<category><![CDATA[storie]]></category>
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		<description><![CDATA[Ieri sera ero a spasso per il Pigneto con Luca e Gaetano, cari amici e fondatori di Italic, un pregevole e giovane mensile giunto al suo 7 numero, e con Francesco.  Io gli parlavo dell&#8217;articolo di Gramellini, Una vita con B, che la mattina Raffaele aveva letto a me e Vincenzo, chiedendoci di indovinare chi lo scrivesse. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sera ero a spasso per il Pigneto con Luca e Gaetano, cari amici e fondatori di <a href="http://www.italicnews.it" target="_blank">Italic</a>, un pregevole e giovane mensile giunto al suo 7 numero, e con Francesco.  Io gli parlavo dell&#8217;articolo di Gramellini, <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&amp;ID_articolo=1084&amp;ID_sezione=56" target="_blank">Una vita con B</a>, che la mattina <a href="http://www.rainwiz.com" target="_blank">Raffaele</a> aveva letto a me e Vincenzo, chiedendoci di indovinare chi lo scrivesse. Ignorando che Gramellini si fosse occupato per 15 anni di sport (chi lo sa che stile aveva?) non ci sono proprio arrivato. L&#8217;articolo è scritto bene, come mi suggeriva un amico su facebook, sembrerebbe la sceneggiatura di un film. Tipo Il divo di Sorrentino, aggiungerei. Insomma un ritratto di Berlusconi crudo, duro. Che condivido e trovo utile.</p>
<p>«Pareggia l&#8217;articolo di Calabresi». E qui Gaetano racconta una storia che non conoscevo e che ho ritrovato accennata in un vecchio <a href="http://archiviostorico.corriere.it/1997/ottobre/24/Scalfaro_disse_alla_vedova_Calabresi_co_0_9710242009.shtml" target="_blank">articolo del Corriere</a>.<span id="more-588"></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;">Perche&#8217; mai, domanda l&#8217;intervistatore alla donna (Gemma Capra, la vedova del commissario Calabresi <em>ndr</em>), anche chi odiava dal profondo della sua ideologia Adriano Sofri, ed era contento di vederlo in galera, non si era schierato contro la campagna innocentista? &#8220;Per paura di fare un favore ai giudici&#8221;, risponde Gemma Capra. E subito dopo racconta un episodio su Silvio Berlusconi, il quale in un&#8217;intervista aveva dichiarato di &#8220;comprendere le sofferenze&#8221; di Sofri. Il capo del Polo, venuto a sapere che Mario Calabresi, il primogenito, si era dispiaciuto, lo invito&#8217; a cena e si scuso&#8217; per avere detto quelle cose. Queste le sue parole: &#8220;Suo padre era un galantuomo, gli assassini hanno avuto finalmente quello che meritavano&#8221;.</span></p>
<p>In effetti l&#8217;<a href="http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/428905/" target="_blank">articolo di Calabresi</a> ha tutto un altro tono rispetto a quello di Gramellini. È un&#8217;intervista mista a qualcos&#8217;altro. Si lascia leggere, ma a me scende con un sapore amaro. Passa la consapevolezza di leggere qualcosa che è frutto di un rapporto intimo tra due persone, che Calabresi condivide con i suoi lettori, in qualità di direttore, con grande sapienza, certamente.</p>
<p>È quel senso di intimità e di affetto che mi colpisce. Parlano al telefono e nel cuore della notte due persone che si conoscono bene, che hanno confidenza, amicizia. Eccolo lì, quel sapere annullare le distanze di cui sono capaci i leader. Avevo già sentito la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sandro_Bondi#Sindaco_comunista_di_Fivizzano_.281990-1992.29" target="_blank">storia</a> di Bondi, sindaco comunista di Fivizzano dal 1990 al 1992, che accompagnando l&#8217;amico scalpellino ad Arcore rimane folgorato da Silvio e torna responsabile culturale di Forza Italia.</p>
<p>Tutta questa storia mi fa pensare a una mia vecchia fissa. Che la qualità leader è un dono per chi ce l&#8217;ha e un bene o una condanna per chi la subisce, dipende dai casi.</p>
<p>In Fiat ho conosciuto varie personalità carismatiche e alcuni bravi leader: persone con buone idee e la passione per realizzarle, l&#8217;entusiasmo da passarti perché ti dedicassi quasi 60 ore alla settimana a realizzare, mettendoci tutta la tua creatività e passione fino a sentirlo tuo, quello che loro avevano in mente. Esperienze molto belle e positive, che credo testimoniano della capacità degli uomini di sviluppare progetti innovativi e che migliorano la qualità degli oggetti, dei servizi che hanno attorno. D&#8217;altra parte ho anche conosciuto dei patetici personaggi che vedevano se stessi come leader, ma che in realtà erano responsabili di gruppi di lavoro sull&#8217;organigramma. Stendiamo un velo pietoso sul loro affannarsi in riunioni piene di parole vuote, in cui tentavano goffamente di imitare figure lontane e applicare parole vuote come <em>leading change, leading people</em>.</p>
<p>Alle volte mi viene da pensare che la sinistra italiana pensi di non avere  un leader. E questo ci può stare. Il problema è che in questo vuoto si inseriscono le persone patetiche che credono di esserlo. Ebbene, persone patetiche, leggetevi bene gli articoli di Calabresi e Gramellini, capite che non avete la stoffa, e, visto che i leader sono necessari, lasciate spazio all&#8217;unica persona che ha carisma e capacità, a sinistra, in questo momento, in Italia. Io un nome in mente ce l&#8217;ho.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #808080;"><br />
</span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #808080;"><br />
</span></p>
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		<title>Basta! Storie di liquidazioni</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 13:58:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano stravato</dc:creator>
				<category><![CDATA[idee]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<category><![CDATA[buone idee]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[marketing diverso]]></category>
		<category><![CDATA[riorganizzazione]]></category>

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		<description><![CDATA[BASTA!!! SONO STUFA!!! LIQUIDO TUTTO&#8230; e me ne vado&#8230;  Sconti fino al 70%. Ha aperto circa due anni fa, sotto casa. Stivali di ogni tipo, cappelli da cow boy, camicie con le frange. Ma anche All Stars e da quest&#8217;anno le Crocks. Il manifesto VENDITA PROMOZIONALE è sempre stato più grande dell&#8217;insegna, e in effetti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>BASTA!!! SONO STUFA!!! LIQUIDO TUTTO&#8230; e me ne vado&#8230;  Sconti fino al 70%.</strong></p>
<p>Ha aperto circa due anni fa, sotto casa. Stivali di ogni tipo, cappelli da cow boy, camicie con le frange. Ma anche All Stars e da quest&#8217;anno le Crocks.</p>
<p>Il manifesto VENDITA PROMOZIONALE è sempre stato più grande  dell&#8217;insegna, e in effetti non ricordo mai il nome del negozio.</p>
<p><a class="tt-flickr tt-flickr-Medium" title="Basta! Sconti fino al 70%..." href="http://www.bonafficiata.it/immagina/photo/4174252796/basta-sconti-fino-al-70.html"><img class="aligncenter" src="http://farm3.static.flickr.com/2669/4174252796_032b318ba3.jpg" alt="Basta! Sconti fino al 70%..." width="331" height="500" /></a></p>
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		<title>La comunità urbana e i suoi percorsi condivisi</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Dec 2008 16:10:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stetto</dc:creator>
				<category><![CDATA[idee]]></category>
		<category><![CDATA[comunità urbana]]></category>
		<category><![CDATA[concetti]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi facciamo soprattutto percorsi individuali e autonomi per raggiungere punti di aggregazione collettiva. Percorsi che paradossalmente ci rendono ipocomunicativi e ipoconnessi in un mondo sempre più integrato.Credo invece che i percorsi condivisi assumeranno maggiori dimensioni e investiremo molto di più in essi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi 10 mesi ho iniziato a usare molto di meno l&#8217;auto per i miei spostamenti urbani. In realtà ho scoperto che tutti usiamo l&#8217;auto relativamente poco: <a title="Internazionale, 12/18 dicembre 2008" href="http://circolopasolini.splinder.com/post/19309216/La+macchina+si+%C3%A8+rotta">in media la macchina resta ferma 23 ore al giorno</a> (Henning Sussebach &#8211; Die Zeit)! Io posso permettermi questo lusso: vivo a 8 minuti dall&#8217;ufficio, il quartiere offre i servizi di cui ho bisogno, i collegamenti pubblici con il centro sono ottimi.</p>
<p>Quando usi meno l&#8217;auto percepisci di più il senso e le dinamiche della <strong>comunità urbana</strong> la quale è data non solo dai suoi punti di aggregazione, ma anche e soprattutto dai percorsi condivisi che compie per raggiungere questi punti. <strong>Un esempio</strong> di comunità urbana l&#8217;ho vissuto a Lyon durante l&#8217;intenso week end della fantastica <a href="www.lumieres.lyon.fr/">Fête des Lumières</a>: largo quanto le strade che percorreva, il magmatico flusso era composto da gente accomunata da cose che non t&#8217;aspetti uniscano tanto. Tutti presi dallo stupore per lo <a href="http://tinyurl.com/6azddr">spettacolo di luci</a> e suoni che si rinnovava a ogni angolo e piazza, oppure dalle grandi pedalate sui  <a href="http://www.velov.grandlyon.com/Index.1.0.html?&amp;no_cache=1">Vélo&#8217;v</a> (le bici in sharing) o ancora dai sorrisi, dalle chiacchiere, e dagli itinerari scambiati spontaneamente.</p>
<p>Oggi facciamo soprattutto percorsi individuali e autonomi per raggiungere punti di aggregazione collettiva. Percorsi che paradossalmente ci rendono ipocomunicativi e ipoconnessi in un mondo sempre più integrato. Credo invece che i percorsi condivisi assumeranno maggiori dimensioni e investiremo molto di più in essi.</p>
<p>Certo, oggi viviamo un momento difficile: di ritorno a casa sono stato accolto da una dura <a href="http://www.la7.it/approfondimento/dettaglio.asp?prop=infedele&amp;video=6786">trasmissione sulla crisi torinese</a>.</p>
<p>Quello che immagino in questo contesto è una <strong>comunità urbana </strong>con un suo linguaggio specifico. Sarà sempre più uno scambiarsi pensieri, idee e azioni in modo intelligente e solidale per superare i problemi comuni, sarà un modo di coltivare il nostro senso di appartenenza e d&#8217;essere più vicini agli altri. Vivere il quartiere, trovare collettivamente soluzioni sostenibili come il riciclaggio e lo sviluppo di servizi pubblici innovativi, fare ognuno piccoli gesti per ottenere grandi risultati, come abbassare la manopola del riscaldamento magari in cambio di incentivi, dialogare con i nostri vicini per scoprire dove e come fare acquisti migliori, saranno i primi passi per affrontare questa crisi ed essere parte attiva di una comunità sempre più urbana, solidale e civile.</p>
<p>L&#8217;idea di comunità urbana mi fa pensare al futuro in modo positivo.</p>
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